CASCATE STIDDA – I DODICI SALTI DEL SECONDO TRATTO
Nell’ultima pubblicazione relativa alle cascate Stidda di Alcara Li fusi ci siamo occupati dei quattro salti terminali di questo canyon verticale delle Rocche del Crasto. I salti documentati precedentemente si trovano tra il centro abitato di Alcara Li Fusi e il ponte di contrada Stidda.
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Siamo di nuovo nel complesso montuoso delle Rocche del Crasto, ove la ricchezze naturali sembrano non avere limite. Estraendole dallo scrigno roccioso che le custodisce gelosamente si rivelano sempre più interessanti e sempre più numerose, tanto che nella programmazione dei reportage di questo mese e del prossimo abbiamo pensato di soffermarci su questa zona con vari altri articoli.
Il reportage di oggi descrive il tragitto percorso per raggiungere Portella Gazzana dalla base degli strapiombi della Rocca Calanna passando dalla Rocca del Crasto. L’escursione è di media difficoltà, il cammino richiede un tempo massimo di sei ore, includendo in esso anche il tempo necessario per scattare le foto, il dislivello coperto in salita è di circa 500-600 metri.
Questa escursione racconta il cammino effettuato Domenica scorsa per andare da Portella Scafi al Biviere e viceversa. Fino al raggiungimento della prima area umida il cammino si è svolto sulla trazzera che percorre la dorsale dei Nebrodi, da questo punto in poi questa arteria è stata abbandonata in favore dei sentieri che passano tra i pascoli e i prati che circondano i laghetti e il Biviere.
Questo reportage è la continuazione e il completamento dell’escursione sulla Punta Blasi delle Rocche del Crasto. Nella prima pubblicazione su questa escursione abbiamo documentato le bellezze e le difficoltà incontrate dal punto di partenza in contrada “Stidda” di Alcara Li Fusi fino a metà percorso.
Siamo al termine della stagione autunnale e la natura si appresta in maniera sempre più decisa ad affrontare i rigori dell’inverno. Nel regno animale i mammiferi mutano il loro aspetto esteriore ricoprendosi di pellicce folte e lunghe che hanno la funzione di proteggerli dal freddo eccessivo, preparano, inoltre, giacigli in tane buie e isolate, ove ammassano scorte alimentari in vista del lungo letargo invernale. 