TORRENTE SAN FRATELLO – TRATTO CENTRALE – PARTE PRIMA

SAN FRATELLO E CARONIA – IL TORRENTE SAN FRATELLO NEL SUO TRATTO CENTRALE – PARTE PRIMA

Il reportage di oggi è dedicato al tratto centrale del torrente San Fratello. Trattandosi di un tratto molto esteso e soprattutto ricco di grandi bellezze abbiamo spezzato il reportage in varie parti in modo da avere la possibilità di documentare nel dettaglio le zone più belle. Il torrente San Fratello è il ramo di levante del fiume Furiano.

Esso è alimentato a est dai versanti delle montagne di San Fratello e a ovest dai versanti delle montagne di Caronia e costituisce con il suo alveo la linea di confine che separa i territori di questi due comuni. Le bellezze di questo fiume appartengono perciò sia al Comune di San Fratello che al Comune di Caronia, essendo condivise dagli stessi. L’accesso alla zona in questione è possibile grazie alla strada ESA che da Badetta di Caronia, penetrando nell’entroterra, attraversa il Fiume Nicoletta e si porta sul Fiume San Fratello, ove grazie alla presenza di un efficiente ponte si collega con il territorio di quest’ultimo comune. Punto di partenza dell’escursione di questo reportage e proprio il Ponte in questione. L’accesso al fiume dal ponte non è difficile e il fiume nel suo tratto iniziale presenta un letto molto ampio e facilmente percorribile. La presenza dei massi richiede comunque sempre grande prudenza. L’escursione non può essere effettuata senza gli stivali alti a causa della notevole portata del fiume e delle profonde piscine da attraversare. La prima parte del percorso in tal senso non presenta notevoli difficoltà in quanto è abbastanza ampia da potere essere percorsa senza doversi necessariamente bagnare. Ovviamente tale esigenza diventa invece irrinunciabile se l’intenzione è quella di immortalare con la fotocamera gli aspetti più interessanti del fiume. Nella zona alta, invece, il letto del torrente si restringe in quanto le sue acque sono costrette a passare attraverso una gola molto stretta. In questa zona gli stivali sono obbligatori. Il punto di uscita dell’escursione è a monte di questa gola, per cui se non si vuole tornare indietro è necessario indossare gli stivali. Tutto il tragitto è abbastanza lungo, ma c’è il grande vantaggio di potere tornare indietro evitando il fiume e sfruttando una pista forestale che corre parallela ad esso, anche se in quota. Esiste un punto in cui tale pista si collega al fiume grazie ad un sentiero. Questo sentiero si trova sulla sponda di ponente del fiume, non è facile da intercettare a causa della vegetazione infestante che lo occulta, ma è sufficiente utilizzare un minimo di attenzione per scovarlo. Le caratteristiche di questo torrente rispecchiano molto da vicino quelle del cugino Nicoletta Sanbarbaro, e riprendono in buona parte  quelle del tratto finale in cui questi due torrenti confluiscono nel Fiume Furiano. Le grandi dimensioni del letto, la sua giacitura pressoché piana e l’apertura della valle che lo ospita rendono questo ambiente molto praticabile e molto luminoso, ma nel contempo favoriscono i depositi di sabbia e di pietrisco. Le grandi rocce e i massi giganteschi sono perciò in gran parte sepolti sotto questi depositi di inerti. Il fiume, specie nel tratto iniziale, ossia nella zona documentata con questo reportage, confina quindi le sue bellezze sulle sponde rocciose che scendono a picco dai due versanti della vallata. In diversi tratti l’ossatura delle montagne scavate dall’acqua emerge come un baratro proprio sulle sponde del torrente creando angoli di suggestiva bellezza. Le fiancate del vallone offrono gli scorci più interessanti grazie alla presenza di queste piccole falesie di arenaria modellate nel tempo dalla corrente dell’acqua. Come in tutti gli altri corsi d’acqua del territorio di Caronia, anche qui tra le falesie possiamo distinguere due tipologie diverse di roccia aventi apparentemente struttura differente e diversamente colorate. Entrambe sono come argini naturali che contengono la forza dirompente delle piene. Le falesie di arenaria si presentano più compatte, intensamente colorate di giallo, con abbondanti sfumatura rossastre dovute alla presenza del ferro e della ruggine. Ad esse si contrappongono delle falesie di dimensioni maggiori, specie in altezza, ma strutturalmente più friabili. Il colore di queste falesie è molto scuro, vicino al nero, la stratificazione delle rocce è simile a quello di una “mille foglie”. La bellezza di queste rocce è meno appariscente a causa dei colori meno attraenti e delle superfici piuttosto scabre, mai levigate e morbide come nel caso dell’arenaria. Salendo di quota e penetrando verso l’interno le formazioni monolitiche diventano sempre più frequenti fino a imporsi nel letto del fiume con prepotenza e fascino. Le composizioni monolitiche distribuite sulle ampie larghezze dell’alveo creano gradevoli effetti che armonizzano il paesaggio e rompono la monotonia del greto sassoso e desertico. Esse hanno la capacità di suscitare grande interesse nel visitatore oltre che per le loro considerevoli dimensioni, anche per i loro colori caldi, ambrati, dorati e rosati. Le forme modellate, arrotondate, lisce e levigate di queste rocce e delle loro superfici attutiscono notevolmente l’effetto aspro delle rocce, dovuto alla loro notevole durezza. Il paesaggio è dominato da queste composizioni monolitiche le quali occupano il centro della scena ingoiando all’interno dei cunicoli formati delle loro reciproche posizioni i sentieri percorsi dalla corrente del fiume. L’acqua trascinata a valle dalla gravità terrestre scava nella roccia dei percorsi, che in alcuni casi diventano dei veri e propri canali di roccia. Nella sua corsa verso il mare  essa modella i massi, si accumula alle loro spalle e li scavalca con getti di cascate che precipitano dalle sommità rocciose creando scorci suggestivi. Questo spettacolo si ripete più volte nel tragitto del fiume trasformandosi in un vero e proprio percorso dinamico che non stanca mai e alimenta continuamente la curiosità e le attese del visitatore. Queste ultime vengono puntualmente soddisfatte da scorci nuovi e sempre  interessanti. Lo scenario del fiume è arricchito dalla meravigliosa cornice di verde che riveste le pendici della valle, sia nei suoi versanti Caronia che nei suoi versanti di San Fratello. L’abbondanze e l’esuberanza della vegetazione boschiva spontanea è considerevole e non passa certo inosservata. I boschi si presentano compatti, alti, lussureggianti, selvaggi, impenetrabili, rigogliosi, fertili e sani. Il manto verde conferisce allo spettacolo celebrato dal fiume un tocco di raffinatezza indiscutibilmente alto. Il bosco e il fiume diventano complementari, separati perdono gran parte del loro fascino e non riescono più a raggiungere  in bellezza gli stessi risultati che esprimono insieme. La pace e la serenità che stazionano sul posto uniti all’armonia della natura e alla notevole bellezza del creato guidano lentamente il cuore verso la contemplazione  e la preghiera aprendo al suo interno un facile accesso all’ingresso di Dio. L’incontro con il Signore si conferma ancora una volta lo scopo determinante e centrale delle meraviglie del creato, le quali costituiscono uno stimolo intenso e irresistibile alla crescita nella direzione dell’amore. Ringraziamo e lodiamo il Signore per i doni concessici e per la pazienza e genialità con cui incessantemente si adopera per sedurre il nostro cuore.

Capo d’Orlando, 18/06/2013

Dario Sirna.

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