TORRENTE CARONIA – IL MULINO AD ACQUA

CARONIA – MULINO AD ACQUE E TORRENTE CARONIA

Il Torrente Caronia è il corso d’acqua che scende dall’entroterra nebroideo che si sviluppa alle spalle del centro di Caronia. Nel territorio comunale di questo paese del messinese scorrono vari fiumi di grande importanza naturalistica e di immensa bellezza. Tra tutti il Torrente Caronia è sicuramente uno dei più interessanti. La sua bellezza emerge sopra la bellezza degli altri torrenti locali per alcune caratteristiche che sono presenti solo ed esclusivamente in questo corso d’acqua.

In verità dobbiamo precisare che ogni singolo torrente dei bacini di Caronia e ogni suo singolo affluente ha una sua particolare bellezza che lo distingue dall’insieme considerato, rendendolo unico. Non si può perciò stabilire una classifica di bellezza, occorre invece dare voce e valore a tutte le realtà esistenti attribuendo alle stesse pari merito. La caratteristica che rende unico il Torrente Caronia è dovuta alla presenza delle gole orizzontali. Il Torrente Caronia, infatti ha uno sviluppo e una capacità  maggiore rispetto agli altri torrenti, più grande anche rispetto al Furiano. Questa circostanza si manifesta con la presenza  di un lunghissimo tratto in piano, tratto in cui il fiume attraversa le montagne scavando continuamente nelle stesse  canyon, gole e strette. Altra caratteristica tipica di questo fiume è la presenza nelle adiacenze del suo greto di due strutture architettoniche storiche di grande bellezza e precisamente un ponte romano e un mulino ad acqua. Al Ponte Romano abbiamo già dedicato un reportage disponibile all’indirizzo: http://camminoin.it/2013/06/25/caronia-il-ponte-romano-sul-torrente-caronia/.  Il Reportage di oggi è dedicato al Mulino ad acqua. Esso sorge in località San Biagio ed è raggiungibile percorrendo in direzione monte la trazzera che corre parallela all’argine sinistro del Fiume. Tale via è accessibile dal ponte della S.S. 113, lato Messina. La strada in questione può essere percorsa in macchina fino a qualche centinaio di metri oltre il grande ponte della A20, il percorso successivo richiede l’uso di un fuoristrada a  causa delle pessime condizioni del fondo stradale. Il cammino a piedi è comunque breve e si esaurisce nel tempo massimo di mezz’ora, inoltre si svolge su pendenze poco accentuate e quasi sempre pianeggianti. La passeggiata offre la possibilità di camminare  su fianco destro del Fiume a ad una quota sollevata di circa 30 metri dal quella del suo letto. Lungo il cammino è possibile ammirare la straordinaria bellezza che caratterizza le campagna e i boschi dell’intera vallata, inoltre si assiste ad un sorprendente cambio di paesaggio. Dall’ambiente costiero tipico della zona della foce si passa infatti in pochissimo tempo e spazio ad un ambiente tipicamente montano caratterizzato dalla strettissima chiusura del campo ottico ad opera dei ripidi e verdissimi versanti delle montagne attraversate dal fiume. Dunque da un paesaggio aperto, con un orizzonte infinito, allargato ancora di più dalla sterminate distese di azzurro spigate dal Tirreno, si passa ad un paesaggio molto definito, ricco di tantissimi particolari, fatto di volumi e spazi contesi da una sequenza di montagne illimitata. Le linee dell’orizzonte da piatte e indefinite diventano dunque sagomate e nette, colorate e marcate, come a voler sottolineare l’ingresso in un regno pieno di grandi sorprese e di affascinati bellezze nascoste.    Anticamente, quando la produzione della farina avveniva solo ed esclusivamente per mezzo dei mulini ad acqua, la zona in questione doveva essere ricca di strutture del genere, ma di essi non abbiamo alcuna traccia visiva, a parte un rudere, assimilabile ad un Mulino a ruota verticale. Il Mulino in questione è stato restaurato circa dieci anni fa dall’Amministrazione Comunale di Caronia e si trova in uno stato di conservazione ottimale. La struttura risale alla seconda parte dell’ottocento ed è stata utilizzata dall’uomo per tantissimi anni.   Oggi non è in funzione, ma potrebbe benissimo essere riattivata per scopi didattici e turistici. Le uniche opere che sembrano incomplete sono quelle relativa alla ristrutturazione del canale idrico che alimenta la grande vasca posta a monte del serbatoio. Il Mulino in questione è a ruota orizzontale, ha cioè lo stesso identico principio di funzionamento del bellissimo Mulino di Capo di Montagnareale, la cui descrizione è disponibile al seguente indirizzo:  http://camminoin.it/2013/05/29/montagnareale-il-mulino-di-capo/. Come nel Mulino di Capo, anche in questo Mulino esiste una torre piezometrica, alta circa 15 metri, all’interno della quale si trova un condotto di forma conica allungata, una sorta di grandissimo imbuto, avente apertura più grande in testa e strozzato in arrivo. La torre in questione non si trova in cima all’edificio del Mulino, ma è staccata dallo stesso, in posizione retrostante. La sua posizione esterna è nascosta nella roccia della montagna e non svetta in aria come nella forma tipica di una torre. In effetti più che di una torre si dovrebbe parlare di un condotto obliquo che trasferisce l’acqua e l’energia della stessa dalla vasca di accumulo alla ruota del Mulino.  L’acqua raccolta nella grande vasca di accumulo, tramite il canale in questione, viene precipitata in questo imbuto ove trasforma la sua energia potenziale in energia cinetica. La strozzatura finale imprime alle linee di flusso un’ulteriore accelerazione, incrementando la velocità del getto che trasferisce il movimento alla grande ruota posta sotto la camera della macina. Un’asse solidale alla ruota mette in movimento la macina e attiva così il meccanismo di trasformazione del grano in farina. Il Mulino sul Torrente Caronia ha un fascino straordinario dovuto non tanto al pregio architettonico della struttura, quanto alla sua collocazione all’interno di un contesto  di eccezionale bellezza. L’impatto della struttura sull’ambiente è ottimale, in quanto la presenza dell’opera invece di sottrarre bellezza al posto gliela conferisce. La giusta posizione del Mulino, le sue dimensioni proporzionate, la sua forma semplice ed elegante, la sua realizzazione con  materiali naturali locali  permettono all’opera di inserirsi  nel particolare contesto del fiume con grande successo. La presenza di questo Mulino accresce dunque il fascino del posto, mentre la bellezza di quest’ultimo incrementa il pregio dello stesso mulino. Interessantissima dal punto di vista naturalistico è la gola che si trova nelle sue strette adiacenze. Si tratta di una gola naturale scavata dal torrente Caronia nell’arenaria. La gola è inizialmente aperta e tende a chiudersi sempre più salendo verso il mulino. Proprio in corrispondenza di questo essa diviene una gola a tutti gli effetti. La piccola stretta  di roccia scavata dal fiume  si allunga in una gola di dimensioni maggiori, con pareti verticali alte e profonde. La bellezza delle rocce è esaltata proprio nel tratto antistante al Mulino, ove le nude pareti montuose, laboriosamente levigate dalla corrente del fiume danno luogo agli effetti scenici più importanti e seducenti.  Le rocce, dalla gola, ove si ergono come argini naturali, sprofondano nel greto del fiume, formando un letto  incantevole. La ricchezza e l’abbondanza del bosco che avvolge tutto il contesto esterno dona ulteriore splendore a tutto il complesso ambientale, esaltandone ancora di più  la già superba bellezza. Il posto, grazie al pregio di una natura intatta e incontaminata, e grazie alla sua posizione ritirata, solitaria e chiusa, si presta grandemente alla concentrazione e alla contemplazione. Il silenzio avvolge la valle e l’armonia naturale la solleva dal fondo verso il Cielo, ove l’anima trova la sua vera beatitudine nell’incontro con Dio. Il nostro grazie va innanzitutto al Signore per l’immenso dono di tanta bellezza e grazia celeste, ma non possiamo non esprimere la nostra grande gratitudine anche al Sig. Domenico Turrisi, che con zelante cortesia ci ha gentilmente accompagnato all’interno di questo affascinante regno nascosto.

Capo d’Orlando, 04/07/2013

Dario Sirna.

 

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