TINDARI – LAGO PORTO VECCHIO

RISERVA DI TINDARI – LO SPLENDORE DEL LAGO PORTO VECCHIO

Tra gli specchi d’acqua della Riserva di Tindari, il lago Porto Vecchio è il più grande e il più conosciuto. Per la sua posizione più esterna e più prossima al mare esso è facilmente osservabile dal piazzale del sacrato del Santuario di Tindari, da dove si gode una vista spettacolare su questa area lagunare. Considerato che il Santuario è visitato giornalmente da una miriade di pellegrini esso è molto conosciuto.

La sua fama, inoltre, è stata accresciuta da alcuni eventi che nel passato hanno fatto gridare al miracolo.  Diversi anni addietro, il lago, durante le sue continue metamorfosi ha assunto forme molto particolari attirando l’attenzione anche dei mass media. Esso infatti grazie alla sua forma allungata e al profilo fortemente ondulato della sua battigia ha disegnato sul grigio letto di sabbia, da cui emerge e si stacca con un intenso colore azzurro, il profilo di una icona, molto somigliante all’immagine di una Madonna con Bambino. Tale effetto singolare e strabiliante verificatosi proprio ai piedi dell’altissima falesia sulla cui sommità  sorge il santuario della Madonna di Tindari ha suscitato grande scalpore, facendo crescere l’attenzione sia verso le aree umide della Riserva sia verso la Madonna Nera del Santuario. Molti hanno letto in tale effetto della natura un segno della nostra amatissima Madre di Dio, che ha voluto sottolineare con la sua presenza la santità del posto e la natura divina dell’artefice della creazione. Muovendoci lungo la battigia del Lago, sotto lo sguardo costante di Dio e della Madonna, proiettati sulla riserva dalle altezze del Santuario, non abbiamo potuto fare a meno di ricordarci di tale importante evento e ci siamo perciò mossi con un’attenzione e un rispetto particolari, sapendo di calpestare con i nostri piedi un terreno che, indipendentemente dall’esistenza di un prodigio divino o no, ha comunque disegnato sulla faccia della terra il volto santo della Madonna e di Gesù Bambino. Il lago, come sopra anticipato, ha una forma molto allungata, tra le varie aree umide della riserva esso è infatti il più lungo. La sua forma è stretta e sagomata nella sua porzione   di ponente e larga e arrotondata  verso oriente. Esso offre diversi aspetti di particolare interesse naturalistico e paesaggistico. Tra tutti i laghi presenti sul posto è l’unico sulle cui sponde non crescono canneti e altri tipi di vegetazione, il suo perimetro esterno è perciò totalmente percorribile a piedi senza alcuna difficoltà. L’assenza delle macchie di verde lungo le rive se da un lato smorza la natura selvaggia del posto dall’altro ne favorisce la bellezza paesaggistica, regalando importanti effetti di luce e controluce. Particolarmente suggestiva da questo punto di vista è la punta più stretta del lago, nella zona di ponente dello stesso, ove il profilo sagomato della battigia entra all’interno dello specchio argentato dell’acqua creando effetti singolari dovuti all’intreccio di piccole baie  e di promontori. Ne consegue che il disegno del lago risulta in questa zona molto movimentato e particolarmente suggestivo. Tale alternanza di zone asciutte e di zone umide crea nella prospettiva del campo ottico una perfetta frantumazione delle immagini riflesse della falesia retrostante. Il lago diventa così un puzzle di tessere blu sulla cui superficie sono dipinti vari scorci di grande effetto paesaggistico. Tra tutti questi scorci i più interessanti sono quelli relativi alla scogliera del promontorio di Tindari e quelli relativi alla catena dei Peloritani. La presenza delle nuvole nel cielo ci regala ulteriori effetti di luce  e di riflessi, ricoprendo le varie tessere del lago con le immagini delle nubi capovolte che sfilano sul lontano orizzonte marino. Molto evidenti e di grande effetto anche le proiezioni verticali del tappeto nuvoloso che parzialmente ricopre il cielo. Come nel caso del Lago Porto Fondo, anche qui tali proiezioni nella zona della battigia sembrano far emergere tali nuvole dal sottosuolo. L’effetto è quello di una cartolina mentre viene sfilata dalle pagine di un libro, pagine fatte di sabbia in superficie e  di acqua in profondità. Lo scintillio delle acque in controluce spezza i raggi solari riflessi dalle brezze di vento che accarezzano il pelo libero dell’acqua in tantissimi luminosi e splendenti  cristalli che arricchiscono il manto blu del lago di una sfarzosa veste regale. La scenografia del paesaggio è dominata principalmente dalla imponenza del lungo costone della falesia di Tindari, sulla cui sommità svetta il Santuario. Il lago si adagia sulle sabbie della riserva disponendosi con il suo profilo più lungo parallelo all’asse longitudinale della suddetta scogliera. Sul lato opposto la vista, invece, è completamente libera di spaziare da ponente a levante perdendosi in orizzonti marini di grande profondità. Il Tirreno, infatti distende le sue immense acque verso l’infinito oltrepassando le barriere naturali delle Eolie e di Capo Milazzo. Ad Est, infine, si moltiplicano e si sovrappongono infinite sagome montuose, accavallate l’una all’atra nel tentativo di innalzare la cresta del Peloritani fino al telo del cielo. L’esplorazione del lago è una lunga e piacevole passeggiata che rilassa completamente il corpo e l’anima infondendo nel cuore una grande pace. Pace che trova la sua forza in un creato che ha la capacità di mettere in stretta relazione la nostra interiorità con Dio. E’ quasi un cammino di riconciliazione con il mondo e con la natura. Cammino che ci permette di gustare la dolcezza dell’amore divino e di assaporare il paradisiaco profumo dell’armonia del cosmo. Tutta la bellezza del cielo viene proiettata su di noi e ci trascina con se verso le altezze più vertiginose dell’Amore. Queste rive, baciate dalla mano creatrice e salvifica di Dio, hanno il potere di liberarci dal dominio del vuoto e della solitudine per riempirci dell’ebbrezza dell’Amore, soffiata nelle nostre anime dal Creatore. Lodiamo il Signore per i doni effusici in questo bellissimo incontro con Lui attraverso la sua creazione e Lo ringraziamo per l’amore gratuito con cui ha voluto la nostra esistenza e con cui si prende costantemente cura delle nostre vite.

Capo d’Orlando, 28/12/2012

Dario Sirna

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