TINDARI – LA FALESIA II PARTE

RISERVA DI TINDARI, LA FALESIA DEL CAPO – II PARTE

Il reportage  di oggi è il proseguimento dell’escursione effettuata nella zona della grande falesia del Capo Tindari, all’interno dell’area della Riserva. Nel precedente Reportage abbiamo documentato la parte iniziale della falesia fermandoci alla fine della spiaggia che si estende tra i due promontori rocciosi, poco prima del  grande strapiombo e della scogliera che interrompono il collegamento via terra con la zona di ponente della Riserva.

L’area visitata è raggiungibile o via mare o seguendo le indicazioni fornite con il precedente articolo. Le difficoltà di accesso sono dunque grandi e si mantengono immutate durante tutto il proseguimento dell’esplorazione. Rispetto alla costa visitata precedentemente l’area si presenta più affascinante grazie alla presenza di grandi massi e rocce precipitati nelle acque dall’alto costone roccioso del Capo. Tali massi hanno dato luogo alla formazione di una bellissima scogliera naturale avente la funzione di rompere la forza delle onde e di smorzare la violenza delle tempeste del Tirreno. Alle spalle della scogliera si innalza lo strapiombo della Falesia. Altissimo e compatto, si presenta in tutta la sua bellezza con una parete salda, nuda e leggermente tinteggiata. Le rocce degli scogli hanno la dominanza dei toni del grigio, con varie macchie rossastre che spezzano e colorano la monotonia dei megaliti, creando forti e gradevoli contrasti di colore con le azzurrissime acque del mare. La Falesia, invece, ha tinte più chiare e melangeate  che evidenziano la bellezza della roccia, grazie alla completa assenza di ogni tipo di vegetazione macroscopica. Le stratificazioni rocciose dello strapiombo sono luogo ideale di riparo, riposo e nidificazione di varie specie di uccelli. L’ambiente naturale è molto gradevole e armonioso,  caratterizzato essenzialmente dalla forte e dominante  presenza di due soli elementi, il mare e la roccia. Per attraversare l’intero costone senza bagnarsi occorre scalare scogli e rocce, salendo e ridiscendendo dagli stessi. Questo particolare percorso offre la possibilità di gustare con attenzione il mutare delle prospettive e l’alternarsi di scorci marini incantevoli. Le prospettive più belle sono quelle offerte dai punti più alti, ove la posizione dominante consente non solo di apprezzare l’ampiezza e l’armonia architettonica delle strutture naturali, ma permette nel contempo di scrutare le profondità marine, per ammirarne tutte le  meraviglie in esse  nascoste. In tali posizioni anche il colore delle acque del mare assume toni molto più interessanti. Osservato dalla spiaggia il mare si propone come una immensa tavola di azzurro compatto e uniforme, visto dall’alto lo stesso azzurro assume mille sfumature che variano con il variare della profondità dei fondali e con il mutare dei colori della roccia del fondale. I colori più chiari e più luminosi sono in corrispondenza della battigia, ove la combinazione di più fattori, quali la trasparenza del mare, i colori della roccia e  la rifrazione della luce,  crea le condizioni ideali per il verificarsi di eccezionali effetti cristallini. Tutta la fascia della battigia risulta così delimitata da un  merletto di limpida  luce celeste. Oltre tale cornice le sfumature di colore passano dal verde smeraldo al turchese e dall’azzurro al blu. In mezzo a tali colori brillano tutti i toni intermedi, secondo un gioco di lente variazioni cromatiche che impediscono la formazione di confini netti e contrastanti. Proseguendo, oltre, la falesia si impone sul mare e sulla scogliera con una forza incontestabile. Essa diventa la protagonista assoluta del paesaggio e con le sue maestose pareti rocciose impone la sua presenza sulle acque, divenendo un argine invalicabile. L’ostacolo costituisce un grande impedimento anche per l’escursione. Questa volta siamo costretti ad arrenderci, gli strapiombi sono altissimi e non possono essere scalati senza l’ausilio di apposita attrezzatura. L’unica alternativa possibile è la via del mare, ma considerata la stagione preferiamo rinviare tutto ai mesi estivi. Tuttavia, pur non riuscendo a superare tale barriera intravediamo in mezzo ad essa un passaggio,  che ci permette di muoverci fino ad un certo punto, ma senza completare il percorso. Si tratta di una sorta di sentiero scavato dalla potenza delle onde nella nuda roccia. La cavità così generata dall’erosione marina è ad altezza d’uomo e ha una larghezza di base sufficiente per   consentire il passaggio di una figura snella. Ne approfittiamo per farci la nostra breve passeggiata sulla bellissima scogliera della falesia, per scattare le foto più interessanti e per guadagnare una delle posizioni più panoramiche e belle della zona. Ci troviamo proprio nel cuore più interno e inaccessibile della Riserva, totalmente immersi nella natura, lontani da ogni segno di civiltà, proiettati nell’azzurro che dal mare tracima nel cielo. La roccia è ancora una volta la nostra ancora di salvezza, solo essa riesce a dominare le sconfinate distese di azzurro che la circondano. Su tutto scende la pace, la vera pace quella che dalle altezze Celesti si diffonde sulla Terra per guadagnare l’immenso mare del cuore umano. Qui soffiano sempre tempeste e uragani in mezzo alle cui onde la barca dei sentimenti rischia continuamente di affondare. C’è confusione, disorientamento, dolore e sofferenza. Il male infierisce cercando in tutti i modi possibili ed immaginabili di interrompere ogni comunicazione tra la nostra anima e Dio. La barca della fede vacilla in mezzo alle terribili onde del maligno  perdendo la sua bussola. In questo oceano di umane tribolazioni l’albero della   croce diventa l’albero maestro a cui è issata la grande Vela della salvezza. Questa Vela gonfiata dalla bonaccia dello Spirito Santo cavalca tutte le onde, attraversa gli abissi, sconfigge ogni ostilità e ci riporta la quiete. L’incontro con Cristo, vera vela issata sulla croce, ci consente di diventare passeggeri di quella grande nave che è la Chiesa e di giungere, così,  alla tanto sospirata meta del Paradiso. Il creato ha la grande funzione di realizzare continue opportunità  di conoscere e incontrare Cristo e di inserirci, per Suo tramite, nell’unità della Chiesa.

Capo d’Orlando 16/01/2013

Dario Sirna

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