SAN FRATELLO E CESARO’ – TORRENTE CAPRINO – SECONDA PARTE

ALTA VALLE DEL TORRENTE SAN FRATELLO – LE CASCATE DEL TORRENTE CAPRINO

Questo reportage è dedicato al tratto centrale del torrente Caprino. La prima  parte di questo torrente è stata ampiamente trattata nell’articolo: http://camminoin.it/2013/07/16/san-fratello-il-vallone-del-torrente-san-fratello/, all’interno del quale si trovano tutti i riferimenti relativi alle vie di accesso e alle difficoltà di cammino. La zona documentata con questo articolo è quella che si sviluppa in corrispondenza della Serra Caprino.

In essa ricadono le bellezze più importanti del torrente. Un cuore nascosto ricchissimo di numerosi ambienti naturali di grande pregio e bellezza. Anche in questo tratto, come nel precedente, le pendici laterali opposte del vallone si restringono notevolmente, si avvicinano, si innalzano, diventano ripidissime e talvolta assumono la conformazione di strapiombi, specie sul versante di Cesarò. La struttura geologica e geografica del Vallone è più simile a quella di una gola che a quella di una valle, tuttavia non esistono  dei veri e propri canyon chiusi da entrambi i lati da pareti verticali. Nel tratto in questione il vallone si presenta molto ripido, tale pendenza è dovuta alla vicinanza delle sorgenti. La discesa delle acque torrentizie verso il piano, fortemente accelerata dai grandi dislivelli altimetrici coperti su brevi distanze, nonostante le dimensioni ridotte delle portate, conferisce al flusso in scorrimento una elevatissima capacità erosiva, evidenziata dalla creazione di un paesaggio suggestivo. Intorno al greto del fiume l’ambiente naturale sembra essere stato scolpito dalle abili e veloci mani di una squadra di scalpellini. Le rocce estratte e sottratte dall’acqua alla montagna sono presenti sia sotto forma di grandi monoliti, sia sotto forma di pareti rocciose, sia sotto forma di strapiombi. L’erosione della corrente fluviale ha messo a nudo la bellezza della roccia depurandola da tutti  tutte le parti molli, meno nobili e poco consistenti. La roccia si presenta perciò dura, levigata, arrotondata, pura, colorata, ammorbidita nelle forme e nelle dimensioni dall’azione levigante dell’acqua. Essa mostra chiaramente la struttura più interna delle rocce locali, costituita da strati sovrapposti di arenaria aventi  spessore variabile da qualche centimetro fino al metro. Da questo lavoro millenario e incessante ne è venuto fuori un ambiente naturale ricco di particolari, pieno di aspetti simili ma differenti l’uno dall’altro. Nelle zone più strette e impervie l’azione dell’acqua ha prodotto i suoi effetti più vistosi, strappando ai versanti della valle enormi monoliti, aventi una forma chiusa  e arrotondata, con una struttura compatta e dura.  Essa inoltre ha lasciato sul fianco eroso delle montagne e nel letto del fiume vistosi sbalzi rocciosi da cui le acque del torrente sono costrette a precipitare formando delle vere e proprie cascate. In queste zone tratti affollati di massi sovrapposti l’uno all’altro si chiudono attorno agli sbalzi di roccia, coprendo e nascondendo in mezzo a loro vari salti d’acqua. Il camino è caratterizzato perciò da un paesaggio in continua evoluzione, con viste prospettiche corte e limitate, ma sovrabbondanti di elementi eccellenti. L’attenzione è continuamente catturata dai numerosi scorci paesaggistici, posti in sequenza progressiva lungo la risalita del fiume. Il cammino si sviluppa proprio nel corridoio centrale di questa galleria paesaggistica, ai cui lati si aprono le salette espositive di una natura sorprendentemente incantevole e mutevole. All’interno delle salette, il cui soffitto è illuminato  dall’azzurro terso e infinito del cielo di montagna, nel contesto fantastico di una scenografia sempre diversa ma costantemente armoniosa,  si esibiscono, in interminabili spettacoli, varie cascate e piscine.  Si tratta di salti aventi dimensioni comprese tra i due metri e i sette metri. Le cascate di maggiore dimensione sono due. La prima è nascosta nell’arena da un circolo tondo di imponenti monoliti. Si tratta di una composizione rotta di vari salti consecutivi, generati dal passaggio dell’acqua attraverso una gradinata di massi. La seconda invece si trova in corrispondenza dell’innesto di un affluente minore che scende dalla Serra Caprino. Qui le rocce della Serra sono state scavate ed erose dalla forza del torrente al punto da generare vari sbalzi rocciosi che corrono trasversalmente alle linee di flusso, come delle briglie naturali realizzate dal fiume stesso. Questi muri di roccia sono all’origine di cascate e cascatelle molto interessanti. Nel tratto di torrente preso in considerazione la presenza di questi sbarramenti rocciosi è una costante che si ripete continuamente. Lo sbarramento forma un grosso gradone naturale di roccia che attraversa il letto del fiume da una sponda all’altra, ergendosi al centro come un muro invalicabile, utilizzato dalle acque del torrente per saltare verso valle. In corrispondenza di questi passaggi la bellezza del vallone viene enfatizzata dalla presenza delle cascatelle. I fianchi verticali del versante di Cesarò si appoggiano direttamente sul letto del fiume chiudendo lo sbarramento nell’innesto di un argine roccioso naturale. La bellezza di questa particolare struttura del Vallone è sicuramente amplificata dalla bellezza propria della roccia e dalla lussureggiante presenza del verde boschivo, oltre ovviamente che dalla particolare architettura naturale del contesto in questione. Il verde del bosco è impenetrabile e rigoglioso  sul versante di Cesarò, dove forma estese aree boschive di suggestiva bellezza, mentre è molto rado e poco appariscente sul versante di San  Fratello, ove la presenza delle rocce della Serra Caprino impedisce la formazione di estensioni boschive compatte e unite. Questo tratto del torrente Caprino, sebbene molto difficile da raggiungere per la sua notevole distanza dalle vie di collegamento stradali, è  uno dei tratti più interessanti del torrente San Fratello, di cui costituisce una delle fonti di alimentazione maggiori. Il torrente offre numerosi spunti contemplativi dovuti all’esuberanza della bellezza locale. La natura selvaggia e incontaminata che caratterizza parte di tale bellezza è immagine inconfutabile della perfezione divina, espressa e comunicata all’uomo attraverso il creato. La totale assenza della mano dell’uomo e la lontananza dalle aree urbanizzate, permettono all’escursionista di scoprire e gustare il sapore autentico del Paradiso Terrestre. Questo sapore non è fornito dalla bellezza del creato, ma dalla sua capacità di mettere l’uomo in sintonia con Dio. Tale sintonia passa attraverso il cuore dell’uomo  e lo invita a  immergersi nella Celeste realtà dell’amore. Il percorso in questione è ricco dunque di importanti spunti spirituali che hanno lo scopo di avvicinare l’uomo a Dio e di metterlo in comunione con Lui. Ringraziamo il Creatore per le importanti opportunità offerteci e lo lodiamo per le meraviglie che ci ha permesso di assaporare.

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Capo d’Orlando, 22/07/2013

Dario Sirna.

 

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