SAN CALOGERO – IL PELLEGRINAGGIO

SAN SALVATORE DI FITALIA – LA FESTA DI SAN CALOGERO

Il 20 agosto di ogni anno nel Comune di San Salvatore di Fitalia  si svolgono i festeggiamenti in onore di San Calogero eremita, santo la cui memoria liturgica nel calendario delle Chiese di Sicilia ricade il 18 giugno.

Questa festa richiama moltissimi pellegrini che giungono sul posto da vari paesi della provincia, specie dai paesi che territorialmente ne occupano il suo settore occidentale e tirrenico. Il pellegrinaggio in questione per tradizione secolare si svolge nella notte tra il 19 e il 20  di agosto. Si sfrutta la notte per  beneficiare della sua frescura e per non incidere sul tempo assorbito dalle attività lavorative diurne. La vocazione agricola e pastorale del passato ha fatto sì che nei secoli scorsi la maggior parte dei pellegrini fosse costituita da agricoltori, da operai e da pastori, ossia da persone molto impegnate  durante tutto l’arco giornaliero. Questa    circostanza ha generato una tradizione che è stata tramandata dai nostri padri fino ad oggi. Tutt’ora il pellegrinaggio in onore di San Calogero eremita viene effettuato di notte. L’anno scorso, animati dal desiderio di documentare il movimento del popolo di pellegrini devoti a San Calogero, anche noi abbiamo preso parte a questo grande evento religioso e spirituale, dandone testimonianza con l’articolo disponibile nel sito al seguente indirizzo: http://camminoin.it/2012/08/20/san-calogero-pellegrinaggio/ . Quest’anno per vari motivi personali, ma soprattutto per il desiderio di omaggiare il Santo non solo con il cammino, il raccoglimento e la preghiera, ma soprattutto con la partecipazione alla celebrazione Eucaristica, abbiamo deciso di ripetere l’esperienza passata posticipando l’orario di partenza in modo tale da giungere al Santuario non di notte, quando le celebrazioni sono del tutto sospese, ma alle prime luci del mattino del 20, in modo da prendere parte alle prime funzioni religiose. Il nostro pellegrinaggio è dunque iniziato nel cuore della notte, esattamente alle ore quattro, e si è svolto nell’intervallo temporale in cui le tenebre sono costrette a soccombere sotto la nascente supremazia del Sole. Il ritorno della luce solare sul mantello terrestre inghiottito dal buio è una festa che coinvolge tutto il creato, ridestandolo dal torpore del sonno e riconducendolo nel brio attivo del giorno.  Il pellegrinaggio ci ha permesso perciò di unirci a tale festa e di condividere tutta la bellezza e la freschezza di un giorno che si risveglia giovane, vigoroso, audace e invincibile. Il cammino è iniziato sotto la luce splendente delle stelle del firmamento e sotto il chiarore della luna piena, nel silenzio e nella pace di una notte profondamente assopita nei sogni e nel riposo. Sulla strada percorsa non abbiamo incontrato nessun altro pellegrino diretto a San Salvatore di Fitalia, solo gatti vagabondi e un simpaticissimo e affettuoso  cane, che unitosi volontariamente al nostro gruppo  ci ha tenuto compagnia per un tratto molto lungo.   Mentre l’affascinante e seducente scenografia della notte lancia su di noi tutti i suoi delicati profumi e le sue tenere ombre nel nostro cuore inizia il pellegrinaggio spirituale. I nostri passi senza esitazione alcuna  ci avvicinano  al santuario di San Calogero e la recita del Santo Rosario ci introduce nel mistero della vita di Gesù, del suo amore per l’umanità e nella trasparente e accecante luce della sua missione di salvezza. Accompagnati dalla guida della Madonna, contempliamo uno ad uno tutti  i misteri del Santo Rosario e mentre i nodi della corona scorrono nelle nostre mani nella mente  le vicende della nostra vita si intrecciano con le vicende  della vita di Cristo. Il nostro cuore per grazia divina viene così  aperto al significato profondo e al valore immenso  del Dio rivelatoci dal Signore. Meditando la vita di Gesù e la realizzazione attraverso essa della salvezza dell’uomo siamo stati introdotti nel vero pellegrinaggio della vita, quel pellegrinaggio che ha come punto di partenza la Terra e come punto di arrivo il Cielo. Un viaggio impossibile per ogni uomo senza l’aiuto, l’amore e la mediazione di Cristo. Una via aperta nel Mondo per la prima volta dal Signore, una via a noi sconosciuta e impossibile da individuare senza il soccorso benevolo ed indispensabile di Dio. Il Figlio, fattosi uomo, sceso sulla terra  in mezzo a noi, grazie ai meriti del suo amore perfetto, pieno e totale ci ha consegnato tutti gli strumenti necessari per essere riammessi in Paradiso. Egli è venuto per stare in mezzo a noi e si è presentato come l’Emmanuele, il Dio con noi, ma ha scelto un luogo diverso dalla Terra, dal Mondo, dalla corruzione, dal peccato e dalla morte per vivere la sua amicizia con noi. Cosicché la sua presenza nella nostra vita inizia in questo tempo terreno fatto di limiti, difficoltà, cadute, sofferenze e dolore, ma si realizza in pieno nella luce estatica del Paradiso, ove Egli ha già preparato un posto per ciascuno di noi e ove Egli ci attende per una comunione di vita che si protrae nel tempo meraviglioso dell’eternità e dove la morte, il peccato e il dolore non esistono più, in quanto sono totalmente vinti dalla forza incontenibile dell’amore. Il percorso della Salvezza è un percorso realizzato interamente, solo ed esclusivamente, da Cristo, da Lui donato a ogni uomo gratuitamente. La gratuità di questo  dono dal valore inestimabile è l’espressione e la prova inconfutabile del grande amore con cui Dio si prende cura di ciascun essere umano. Tale gratuità se da un lato ci solleva dall’impossibile impresa di procurarci da soli la salvezza, dall’altro ci impone di accogliere il dono come tale, ossia come espressione dell’amore di Dio per noi. Inoltre ci aiuta a  crescere nella accettazione dei nostri limiti, da vedere non più come punto di debolezza, di inferiorità e di sconfitta, ma come punto di forza su cui lavorare attraverso il continuo rinnovamento dell’alleanza con Dio. La nostra incapacità di accettare i nostri limiti umani ci indirizza verso la terribile condizione della superbia, dell’egoismo, della solitudine e del rifiuto di Dio. La  consapevolezza invece di essere creature soggette all’errore, al peccato, alla miseria e alla sconfitta ci deve spingere a trovare fuori di noi l’aiuto necessario per superare tutte queste difficoltà. Cristo ci viene incontro offrendoci gratuitamente la soluzione di tutti questi nostri problemi attraverso il dono di se stesso. Dunque la fatica di compiere un piccolo viaggio verso San Salvatore di Fitalia, la fatica di effettuarlo nel cuore della notte, la fatica della perdita di sonno, la rinunzia per esso a qualsiasi altra cosa, non sono il prezzo da noi pagato per ottenere la grazia derivante dall’amore di Cristo, perché questa grazia è gratuita per tutti e il suo prezzo Cristo stesso lo ha già pagato per ogni individuo umano e lo ha pagato con il prezzo carissimo della croce. Esse sono piuttosto un segno del nostro cuore che vuole manifestare a Dio la sua riconoscenza per il dono impagabile della salvezza ottenutaci dal Figlio. Sono anche il segno della nostra disponibilità ad accogliere Cristo nella nostra vita e seguirlo con grande fedeltà. Sono, ancora, il segno della voglia di testimoniare al mondo intero il grande amore dichiaratoci da Dio con l’offerta della vita del Figlio. Sono, infine, la risposta inevitabile alla  necessità di accrescere la nostra alleanza con Dio attraverso ogni possibile occasione. In tal senso San Calogero eremita è per noi un’occasione imperdibile. Egli nella sua vita ha compiuto un cammino di santità talmente alto e importante da diventare non solo un esempio da seguire, ma soprattutto un aiuto in cui sperare per il cammino di fede di ciascun uomo del mondo. Egli ha testimoniato con la sua vita e la sua fede in maniera egregia l’amore riversato da Dio attraverso Cristo sull’umanità e si è fatto ambasciatore di questo amore, al fine di farlo conoscere a tutti, al fine di proporlo a tutti, al fine di condurre tutti in quello stato di felicità che Lui stesso ha compreso essere riposto totalmente nell’amicizia con Cristo. Cosa significa tutto ciò? Che in San  Calogero per grazia divina abbiamo la possibilità di trovare un duplice aiuto. Da una parte, infatti, il suo sì a Cristo è un sì detto per conto di ognuno di noi e che pertanto  nella vita personale di ogni essere umano produce i suoi frutti di amore e di grazie, dall’altra parte, che il suo sì a Cristo ci istruisce nella via dell’amore, ci istruisce nella via di Cristo e, facendoci crescere nella santità, ci insegna a testimoniare e divulgare  il Vangelo,  imitando  il Signore nell’amore.    Comprendiamo allora che il nostro pellegrinaggio non si conclude con la visita del Santuario, ma che al contrario, seguendo l’esempio di San Calogero, proprio da esso trae lo slancio necessario per prolungarsi nel corso del tempo, al fine di interessare tutta la nostra esistenza e l’esistenza di ogni uomo del mondo.  Il passo di un uomo in cammino è veramente tale se esso con sé  muove il mondo intero. Un passo che sposta il solo cuore di chi lo muove e che si chiude a tutti i cuori del mondo non è il passo di un pellegrino che cerca Dio, ma il passo di un uomo ancora molto lontano da Cristo. Alla scuola di San Calogero impariamo a conoscere Cristo e da Cristo riceviamo l’incarico di imitare San Calogero nella diffusione e nella pratica dell’amore.  Essere cristiani significa anche essere inviati ed essere inviati non significa vivere per se stessi ma vivere solo ed esclusivamente per gli altri allo scopo di condurre tutti alla salvezza. Ringraziamo Dio per il dono della santità concesso grazie a Cristo ai nostri fratelli Santi e ringraziamo San Calogero per avere accolto tale dono e averlo fatto fruttare anche a nostro grande vantaggio.

Capo d’Orlando 20/08/2013

Dario Sirna

 

 

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