REALMONTE – SCALA DEI TURCHI – SECONDA PARTE

SCALA DEI TURCHI – LA SCOGLIERA DI REALMONTE – PRIMO TRATTO

In questo reportage mostreremo la prima parte del cammino da noi effettuato su questa scogliera di Realmonte. Nel precedente articolo dedicato a questa meraviglia delle coste siciliane abbiamo fornito tutte le notizie relative all’escursione e nel contempo abbiamo documentato il tratto di spiaggia che precede la scogliera descrivendo la natura del contesto in cui la stessa ricade. La Scala dei Turchi è famosa per il colore bianco abbagliante delle sue rocce e per gli strapiombi delle sue falesie, noi in merito possiamo affermare che le parti di roccia aventi aspetto candido e puro  sono solo una componente della massa  totale, la quale è, infatti, formata anche rocce di colore ambrato, grigio e marrone.

Le rocce di questa scogliera sono delle marne e come tali risultano dalla composizione di due frazioni di cui una di natura argillosa e l’altra di natura calcarea. Per definizione le percentuali di calcite nella marna oscillano tra il 35 e il 65%, scendendo sotto il 35% la roccia ha natura prettamente argillosa, salendo sopra il 65% essa ha natura dolomitica. La combinazione dell’argilla con la calcite può avere differenti origini, in questo caso l’ipotesi plausibile è che la sedimentazione che ha formato le argille si sia combinata con una consistente deposizione di minuscoli organismi aventi strutture contenti carbonato di calcio, come piccolissimi gusci di conchiglie. Ma non è da escludere che il carbonato di calcio si sia formato in seguito alla precipitazione di sali, visto che l’immediato entroterra di questa scogliera è una salina pura  dalle dimensioni  considerevoli. Dal punto di vista estetico l’effetto cromatico creato da queste marne è di grande pregio ambientale. A esso occorre abbinare l’effetto scaturente dalle particolari forme di questa scogliera. In merito ai colori possiamo affermare con sicurezza che la  diversa concentrazione delle particelle argillose tra le varie parti della scogliera è all’origine di toni diversi di bianchi impuri con sfumature che dal bianco candido degli strati più bassi degradano verso il marrone dell’ultimo strato, quello superficiale. La parte più avanzata della scogliera, quella cioè prossima al mare  essendo maggiormente esposta all’azione degli agenti erosivi è priva degli strati superficiali  più scuri, completamente dilavati e disciolti. Per questo motivo essa si presenta con il cuore più duro della roccia, quello avente una colorazione più chiara. La punta del promontorio ha perciò aspetto candido, brillante e abbagliante, mentre le parti più alte della scogliera, quelle cioè che collegano la costa con l’altipiano retrostante sono scure e colorate. Come abbiamo più volte sottolineato, la bellezza della Scala dei Turchi non deriva solo dalle tinte inusuali delle sue falesie, ma, anche dalle forme tondeggianti e morbide dei vari costoni di roccia. L’erosione marina ha levigato le tenere scabrosità delle marne modellandole secondo una struttura a gradinata dalla bellezza spettacolare. L’azione degli agenti erosivi ha conferito all’aspetto delle rocce di questa scogliera grande plasticità, regalando alla costa un fascino unico e inimitabile. La scalata della scogliera non è una vera e propria arrampicata, ma una semplice passeggiata che si sviluppa sui piani inclinati che dalla cima del promontorio scendono fino al mare. In corrispondenza di tale promontorio, infatti, gli strati rocciosi che formano   la scogliera sono fortemente inclinati permettendo così di spostarsi agevolmente dalla battigia alla sommità della scogliera.   Raggiunto il punto più alto del promontorio tali strati si muovono paralleli mantenendosi in quota. La loro particolare geografia e struttura ricorda moltissimo le curve di livello della topografia, ogni strato, infatti, è caratterizzato da uno spessore specifico, cui corrisponde una ben determinata quota. Essi possono essere percorsi esattamente come binari che corrono da un capo all’altro della Scala permettendone la sua completa esplorazione. Per raggiungere la spiaggia sottostante, nei brevi tratti in cui questa non è interrotta dagli strapiombi, occorre passare da un binario all’altro scegliendo gli sbalzi meno alti e meno pericolosi. Durante tale cammino alla bellezza accecante della scogliera si frappone la delicatezza aerea e vertiginosa delle azzurre vedute offerte dal sottostante mare. Gli scalini della scogliera si trasformano allora in comode gradinate pronte ad ospitare tutti coloro che vogliono sostare seduti per godersi il grande spettacolo regalato da questo straordinario   scorcio di natura siciliana. La posizione, sospesa tra cielo e terra, protesa verso il cielo e quasi staccata dalla terra, permette importanti esperienze contemplative e meditative. L’incontro con lo scenario naturale diventa un incontro con Dio e con se stessi, un’occasione rara e preziosa per conoscere e capire le vere esigenze del cuore, dell’anima, della mente e del corpo. Affacciandosi da questa finestra naturale ci si immette in un cammino introspettivo che ha il grande pregio di illuminare la vita e di proiettarla nella dimensione della pace, dell’amore, della carità  e della comunione con Dio, con il prossimo e con il cosmo intero.

Capo d’Orlando, 27/12/2013

Dario Sirna.

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1) http://camminoin.it/2013/12/20/realmonte-scala-dei-turchi-prima-parte/

 

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