O ASTRO CHE SORGI …

QUINTA ANTIFONA “O”

Buongiorno a tutti,

l’antifona “O” di oggi utilizzata dalla Liturgia per invocare il Natale del Signore ci guida lungo il cammino tracciato dalle seguenti parole:

“O Astro che sorgi, splendore di luce eterna,

sole di giustizia:

vieni, illumina chi giace nelle tenebre e nell’ombra di morte!”

 

Questa volta l’antifona non fa riferimento a personaggi storici importanti che sono figura di Cristo, come le antifone precedenti, ma utilizza ugualmente la simbologia dell’Antico Testamento per disegnare il volto del Salvatore e per invocarne il suo intervento immediato. L’antifona ci descrive Cristo utilizzando la simbologia della luce. In particolare il riferimento viene fatto al sole nascente per sottolineare la funzione fondamentale della luce di Cristo. La luce che promana dal cuore di Cristo ha, infatti, il grande compito di fugare dalla vita degli uomini le tenebre e il male. La sua potenza è invincibile come invincibili sono i raggi del sole sulla notte, che anche quando il cielo è coperto e le nubi nascondono il disco solare, rischiara le tenebre con la luce del giorno. Cristo è la luce della nostra vita, Egli allontana per sempre da noi il pericolo della morte e della condanna eterna. L’Oriente o Astro nascente, o Sole che sorge, ha inoltre un chiaro riferimento pasquale collegandosi direttamente al risveglio dalla notte, alla risurrezione dalla morte, al dono della vita eterna. Cristo è qui invocato come portatore di tali immensi beni a tutta l’umanità, come Colui che vince per sempre le paure degli uomini e infonde il coraggio e la certezza di un Dio che non si dimentica dell’uomo, che ascolta il suo grido di dolore e che chinandosi sulla terra con i suoi raggi la riscalda e la illumina  diventando anche Lui uomo per mettersi al nostro fianco e sostenerci, per mettersi al nostro posto nella lotta contro il male e consegnarci la vittoria su di esso. Questa Luce ci restituisce il giorno che non muore mai, il tempo dell’eternità che essa contiene in sé in quanto è “splendore di luce eterna”. Illuminati dai suoi salvifici raggi il nostro  giorno non conosce più tramonto e la nostra vita vince le tenebre della morte con la risurrezione del corpo. Ma questo “Sole” che “sorge dall’alto”, oltre a “rischiarare” coloro “che stanno nelle tenebre” e “nell’ombra della morte”, è Sole che “dirige i nostri passi sulla via pace”. Cristo è l’Astro splendente del Cielo che sorgendo dall’Oriente ci guida, come una stella cometa, sulla via della pace e dell’amore. Tale Luce è fondamentale per vivere il precetto  dell’amore e trasformare già da questo tempo terrestre la nostra quotidianità in vita di comunione con  la vita del Paradiso. L’antifona, inoltre, nell’introdurre Cristo come Luce che sorge sul Mondo, fa un chiaro riferimento anche al Sole di Giustizia annunciato dai profeti. Cristo come sole di giustizia venendo nel mondo adempie perfettamente alla giustizia divina riscattando le nostre vite, compromesse dai nostri peccati, con l’offerta di se stesso. Offerta che estingue per sempre il nostro debito restituendoci alla purezza e all’innocenza. E’grazie a questa offerta, e quindi all’adempimento di una giustizia che noi da soli non avremmo  mai potuto affrontare, che otteniamo la redenzione e la libertà dei figli di Dio. Come Sole di giustizia, Cristo inoltre fa brillare sempre la sua luce negli eventi della vita dell’uomo, intervenendo in favore degli ultimi, dei poveri, degli oppressi, degli emarginati, e di tutti coloro che sono vittima del male altrui, per liberarli e assegnare loro il premio sicuro del suo invincibile amore, unico e vero bene per l’uomo.

Capo d’Orlando, 21/12/2012

Dario Sirna

 

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