MONTAGNAREALE – ACQUA DELL’USIGNOLO E CASCATA MONTAGNAREALE

MONTAGNAREALE – LA CASCATA E L’ACQUA DELL’USIGNOLO

Siamo a Montagnareale, comune della provincia di Messina adagiato sulle colline dei Nebrodi in posizione super panoramica. Il territorio di questo grazioso comune è proiettato sul Tirreno meridionale e gode della magnifica vista del golfo di Patti, del promontorio di Tindari e soprattutto delle vicine Isole Eolie.

Il centro urbano si trova a soli quattro chilometri da Patti ed è collegato a questo grosso centro del messinese tramite una comoda   Strada Provinciale. Il territorio di Montagnareale si estende sul fianco orientale di quel costone montuoso che, scendendo ortogonalmente all’asse della dorsale dei Nebrodi per gettarsi nel Tirreno,  culmina nel promontorio di Capo Calavà. La zona in questione è orientata a nord e beneficia dell’apporto umido delle correnti che soffiano dai quadranti settentrionali. Ciò, unito alla grande fertilità del terreno locale e alla sapienza degli abitanti, ha favorito la formazione di sterminate coperture boschive, che ammantando il territorio gli danno una forte connotazione naturale e verde. La prima cosa che colpisce entrando nel territorio di questo comune è infatti la corona fitta e compatta di verde che circonda il paese, conferendogli una atmosfera di pace, di serenità, di tranquillità e di benessere. Il reportage di oggi ha lo scopo di documentare alcuni dei grandi tesori che si nascondono all’interno di questo immenso patrimonio boschivo. In particolare la nostra attenzione è rivolta all’area dell’Acqua dell’Usignolo e  alla cascata Montagnareale, zone di grande pregio naturalistico segnalate dal Sindaco Ing. Anna Sidoti. Le due zone sono vicine e perciò sono visitabili nel corso della stessa escursione. Esse sono raggiungibili dal centro del paese seguendo la segnaletica che collega quest’ultimo con la frazione Fiumara. Questa via si sviluppa all’interno del lussureggiante vallone Montagnareale, nel cui impluvio scorrono le acque del torrente omonimo. Salendo verso fiumara, sulla sinistra c’è una deviazione, opportunamente dotata di segnaletica, che indica l’Acqua dell’Usignolo. Per chi ha voglia di godersi in pieno la meravigliosa natura che circonda questi posti consigliamo di lasciare la macchina in corrispondenza del suddetto bivio e di proseguire a piedi. Il cammino è di circa un chilometro, il percorso alterna zone in piano a leggere salite. Non ci sono difficoltà di avanzamento e l’escursione può essere estesa sia ai bambini che agli anziani. La strada che conduce ai luoghi di interesse è sterrata, ma il suo stato di conservazione è ottimale, per cui è possibile raggiungere la meta anche in macchina. Il cammino che precede l’Acqua dell’Usignolo è caratterizzato dalla esuberanza del verde e dalla festa gioiosa della natura dallo stesso ospitata. Le pendici del vallone e le sponde del fiume sono abitate da fitti boschi di pioppi, salici e ontani, con esemplari la cui altezza spesso supera anche i trenta metri. Nel verde di queste latifoglie spontanee si inserisce il verde delle coltivazioni di nocciolo e castagno, nonché il verde dei frutteti e in particolare di vari ciliegi, tipici di questo Comune dei Nebrodi. Risalendo il torrente il vallone si restringe, i suoi versanti si innalzano con ripidi pendii che rendono impossibile le coltivazioni, cosicché  il verde delle essenze spontanee trova campo libero per ricoprire ogni centimetro di terra. Lungo il percorso si trovano vari sentieri che immettono negli agri laterali, attenzione a non deviare sugli stessi. Il sentiero che conduce all’Acqua dell’Usignolo è l’ultimo  sentiero che si incontra, esso è facilmente riconoscibile in quanto è preceduto da un casolare in muratura pertinente all’acquedotto comunale. Si trova sulla destra e richiede l’attraversamento del torrente, ma questa circostanza non è affatto complicata, in quanto le acque sono uniformante distribuite sull’alveo e non costituiscono perciò alcun impedimento o pericolo. Superato il torrente si incontra una staccionata in legno con funzione di parapetto per il sentiero. Al termine della salita si giunge davanti a un costone roccioso emergente dall’ossatura della montagna. Di fronte a questa roccia è stato realizzato in piano di accoglienza per la sosta. Alla base della roccia, in una cavità profonda circa due metri, si trova la piccola sorgente che scaturisce direttamente dal cuore interno della montagna per riversarsi sulla sua  parete esterna ove si raccoglie in un piccolo catino roccioso, prima di immettersi nella canna che ne consente l’attingimento. Questo spettacolo naturale che mostra dal vivo la struttura di una sorgente, oltre che dall’alto, può essere ammirato anche dal basso, ossia dal livello della scaturigine. Esiste, infatti, alla base della salita che conduce alla roccia in questione una galleria artificiale, lunga circa quindici passi, che attraversando le viscere della terra raggiunge la sorgente per consentire il prelievo dell’acqua. Questa struttura ha un fascino particolare, il cunicolo ha una volta circolare, è largo  circa un metro e alto poco più di due metri. La sua fruizione è semplice  e sicura per tutti. Solo entrando all’interno del cunicolo in questione è possibile giungere proprio di fronte alla roccia da cui gorgoglia l’Acqua dell’Usignolo. La sorgente mostra chiaramente il flusso di questa vena d’acqua che dalla roccia si riversa all’esterno per alimentare la sottostante fontana. L’Acqua dell’Usignolo è un posto magico, ove è possibile provare le emozioni di una natura intatta che lavora di nascosto, incessantemente  e nel silenzio per offrire al creato che la abita il salubre dono dell’acqua pura. La semplicità e l’autenticità del posto rievocano sapori antichi che l’immaginario umano custodisce nei racconti e nelle vicende delle generazioni passate. Oggi l’ambiente che circonda la sorgente è stato riconquistato dagli usignoli e da tutti quegli uccelli insettivori che abitano le  boscaglie intorno ai fiumi (capinere, cinciallegre, cince, merli, tremacoda, etc). Nel sottofondo musicale creato dall’acqua che scorre nel torrente si inseriscono un’infinità di note differenti appartenenti al canto delle varie specie di volatili che convivono nel territorio. E’ sufficiente lasciarsi trasportare e inghiottire dalla vita del bosco per inserirsi in esso con discrezione e diventare così partecipi delle bellezze di questo angolo di paradiso. L’ambiente naturale che avvolge la sorgente si trasforma così in un ambiente francescano ove l’uomo ama e rispetta tutti gli esseri del creato e stabilisce con essi un rapporto di amicizia e fiducia, ambiente  in cui è possibile ritrovarsi circondati dagli uccelli e dalle volpi senza incutere loro  paura e soggezione. Questa ritrovata  tranquillità interiore viene trasmessa dalla natura al cuore e ha come frutto il dono inestimabile della pace e della riconciliazione con se stessi e con Dio. Il valore di questo posto è dunque inestimabile perché esso oltre ad arricchire il corpo di salute e a liberare la mente dai problemi e dalle paure che la assediano, ha la capacità di nutrire lo spirito mettendolo in stretta relazione con il Signore. Ma le bellezze nascoste all’interno del Vallone Montagnareale non si limitano all’incantevole sorgente dell’Usignolo, infatti all’interno della fitta boscaglia che assedia il vallone l’acqua del torrente offre ulteriori spettacoli che servono a stupire e rallegrare il cuore dell’uomo. Il Torrente in questa località subisce una biforcazione dovuta alla scomposizione del Vallone in tre parti. In realtà in corrispondenza dell’edificio dell’acquedotto comunale è possibile osservare che le acque del torrente Montagnareale provengono dalla confluenza delle acque di  tre valloni attigui. L’Acqua dell’Usignolo si trova sul Vallone di destra. Uscendo da questo Vallone e proseguendo sulla strada principale ci si immette nel Vallone centrale. Qui la vegetazione spontanea è talmente fitta e intricata da rendere difficilissimo, se non quasi impossibile il proseguimento. Noi, sulla base delle segnalazioni ricevute da parte del Sindaco, Ing. Anna Sidoti, abbiamo osato sfidare  la barriera naturale, elevata secondo le nostre impressioni personali dal creato per difendere e custodire una grande ricchezza. La sfida ci ha dato ragione e ci ha permesso di raggiungere uno dei tesori più belli del comprensorio di Patti, la cascata Montagnareale. Si tratta di un salto di circa dieci metri spezzato in due parti, di cui la più corta è quella più alta, mentre la più lunga è quella inferiore. Il conteso roccioso circonda la cascata è quello tipico delle classiche cascate di montagna. Il salto si trova, infatti, all’interno di una stretta gola di cui la parete destra è un costone roccioso verticale, mentre la parete sinistra è il ripido pendio del Vallone. La cascata scorre all’interno di un canale di roccia pura, modellato nel corso del tempo dall’azione erosiva della corrente. Nonostante la prolungata siccità della stagione in corso  e nonostante le ridotte dimensioni del vallone che alimenta questo ramo del Torrente Montaganreale, la cascata ha una portata discreta e di piacevolissimo effetto. Siamo certi che in inverno con l’incremento delle precipitazioni i volumi di acqua  interessati hanno la capacità di trasformare questo meraviglioso salto in una cascata di grande effetto. Il contesto ambientale in cui la cascata è inserita è formato da una cupola di verde altissimo e fitto. La volta boschiva è talmente intensa da impedire la penetrazione della luce naturale. Solo la zona della cascata nelle ore centrali del giorno riceve i raggi perpendicolari del sole, ma il forte contrasto tra le zone in ombra e quelle illuminate rende difficile lo scatto di fotografie che siano in grado di trasmettere la bellezza del posto. Quest’area è di grande interesse naturalistico, paesaggistico e ambientale. La zona merita di essere conservata e valorizzata per diventare santuario del creato di Dio, un luogo, cioè, ove  l’uomo grazie al dono di una natura incontaminata e selvaggia, ma allo stesso tempo benigna e accogliente, possa recuperare la sua dimensione di creatura amata dal Signore. Ringraziamo e lodiamo Dio per dono di questi grandi tesori naturali che ci consentono di apprezzare e vivere la nostra dimensione di creature chiamate a partecipare alla comunione divina.

Infine, ringraziamo il Sindaco, Ing. Anna Sidoti, per averci fatto conoscere le  ricchezze del territorio di Montagnareale..

Capo d’Orlando, 05/06/2013

Dario Sirna.


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