“LE SUE UVE SONO MATURE”

APOCALISSE 14, 14-19

Buongiorno a tutti,

il nostro  cammino oggi  è guidato dai seguenti versi dell’Apocalisse di San Giovanni:

“ 14E vidi: ecco una nube bianca, e sulla nube stava seduto uno simile a un Figlio d’uomo: aveva sul capo una corona d’oro e in mano una falce affilata. 15Un altro angelo uscì dal tempio, gridando a gran voce a colui che era seduto sulla nube: «Getta la tua falce e mieti; è giunta l’ora di mietere, perché la messe della terra è matura». 16Allora colui che era seduto sulla nube lanciò la sua falce sulla terra e la terra fu mietuta.
17Allora un altro angelo uscì dal tempio che è nel cielo, tenendo anch’egli una falce affilata.18Un altro angelo, che ha potere sul fuoco, venne dall’altare e gridò a gran voce a quello che aveva la falce affilata: «Getta la tua falce affilata e vendemmia i grappoli della vigna della terra, perché le sue uve sono mature». 19L’angelo lanciò la sua falce sulla terra, vendemmiò la vigna della terra e rovesciò l’uva nel grande tino dell’ira di Dio.”

Il brano ci mostra due raccolte effettuate da Dio nel mondo. La prima raccolta è la mietitura della messe, la seconda è la vendemmia dei grappoli della vigna. La spada affilata di Dio non fallirà i due raccolti, ma raccoglierà tutto il frutto presente sulla terra.

Oggetto di tale raccolta è l’umanità intera, nessun uomo, di nessuna epoca potrà sfuggire al rasoio della falce divina. Cosa ci sarà chiesto, quali delle nostre opere verranno  accolte con favore nel giorno della raccolta? Oggetto della raccolta sono le nostre vite e le opere in esse compiute che le hanno rese capaci di conformarsi al Pane Eucaristico e al Vino della Salvezza.

Il Figlio di Dio si è fatto uomo per salvarci, tale salvezza ci è offerta nell’amore che Egli stesso ha riversato su tutto il mondo nel rendersi Pane della Vita e Calice della Salvezza. Questa testimonianza ha un valore multiplo, essa serve innanzitutto a realizzare il progetto divino della nostra salvezza, missione perfettamente e pienamente compiuta da Cristo, ma serve anche a fornirci un esempio da seguire per vivere già in questo tempo di prova l’esperienza meravigliosa del donarsi gratuitamente per amore. Ricordiamo che l’amore è l’unico scopo per il quale l’uomo è stato creato.

Gesù Eucarestia e Gesù Calice della Salvezza sono l’espressione più alta dell’amore di Dio per l’uomo, è un amore che per manifestarsi, donarsi e concretizzarsi nei suoi meravigliosi effetti è passato attraverso   il rasoio della falce e il torchio del tino, riconoscibili nella passione, crocifissione e morte di nostro Signore Gesù. Ma questo non significa che siamo chiamati al martirio, semmai che dobbiamo dichiarare guerra alla nostra vita mondana per rinascere a vita nuova. Il pane e il vino non sono simboli che incutono paura, ma simboli che rappresentano il bene, l’amore, l’appagamento, la gioia. Essere chiamati a tale destino non significa altro che essere ricreati per un futuro di comunione con Dio. Dunque è importante che quando la falce di  Dio troncherà lo stelo o il tralcio che unisce le nostre vite alla Terra il chicco di grano maturato nel cuore della nostra persona sia pieno, dolce, ricco di buone sostanze, e che gli acini maturati sui grappoli della nostra vita siano anch’essi succosi, zuccherati, sani e gustosi.

Non siamo dunque ammessi in Paradiso se in noi non è riscontrato quell’amore, gustato nella vita, che testimonia la nostra comunione con Dio e il nostro desiderio infinito di vivere in eterno in Lui.

Capo d’Orlando, 25/11/2014

Dario Sirna.

 

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