ETNA – IL CRATERE DI NORD EST

cratere-nord-est-etna-4794Etna – Il cratere di Nord Est: le immagini di questo reportage illustrano uno dei percorsi più entusiasmanti che offre la nostra bellissima Etna, la scalata del cono di Nord Est. Il cammino ha inizio da Piano Provenzana, quota 1.800 m. slm, risale le piste di discesa dell’impianto sciistico  Etna Nord per poi piegare in direzione dei Pizzi Dineri, Osservatorio Vulcanologico, attraversare il bellissimo palcoscenico del Piano delle Concazze e da qui puntare diritto alla cima del cono di Nord Est.

Tale percorso è tra i più brevi proponibili in quanto sfrutta i pendii più ripidi e taglia diritto verso il cratere, ma proprio per questo è anche molto faticoso in quanto concentra tutto il dislivello da coprire in poco spazio.     Abbiamo preferito muoverci lungo tale percorso perché questi giorni sono i più corti dell’anno e le poche ore di luce disponibili devono essere necessariamente ottimizzate al meglio se si vuole centrare l’obiettivo. Altre scelte, effettuate in passato e valutate migliori di questa, purtroppo nel mese di dicembre non sono proponibili perché richiedono tempi non compatibili con illuminazione solare. La raccomandazione più importante che vi consigliamo di seguire è di muoversi con estrema cautela nella parte sommitale del cammino. Superata la quota dei 3.100 m slm, le pareti nord del cono di Nord Est sono estremamente calde e per questo sono all’origine di continue insidie che rendono il cammino più lento e soprattutto più rischioso. Qui il calore del terreno in superficie è percepibile chiaramente in quanto è talmente forte da propagarsi nei piedi attraverso le scarpe  che calpestano il suolo  e da riscaldare anche la gelida aria di alta quota. Questo calore è in perenne battaglia col freddo intenso delle nevi che nella stagione invernale ammantano la vetta del vulcano. L’equilibrio tra queste due opposte azioni, purtroppo, si realizza con lo scioglimento degli strati interni del manto nevoso e il congelamento dello strato esterno sotto forma di una crosta fragile che si frantuma sotto il peso del cammino. Questo significa che nella zona calda della vetta del cratere di Nord Est è facile cadere continuamente nelle trappole create da questi vuoti nascosti con conseguente grande dispendio di energie, paura e sensazione di insicurezza. E’ possibile ovviare a tale inconveniente deviando il percorso immediatamente  ad ovest  del piccolo  colle che sovrasta il cratere di Nord Est. Esiste, infatti,  in tale area un passaggio molto più sicuro, tranquillo e scorrevole.  C’è comunque da dire che la scalata del cono di Nord Est è sempre un’impresa molto impegnativa che richiede una notevole preparazione fisica e la capacità di sopportare oltre allo stress delle ripidissime pendenze, quello del freddo molto intenso, a volte inasprito dalle brezze e dal vento, nonché quello della carenza di ossigeno legata alla quota raggiunta. Per questo motivo si consiglia di affrontare tale percorso a primavera inoltrata quando le giornate più lunghe permettono di  concedersi lunghe soste di riposo. Mai comunque senza una certa preparazione fisica!

La grandiosità dei paesaggi incontrati lungo tutto il percorso e soprattutto sulla cima del vulcano premia però ogni sforzo sollevando l’anima su vette di imparagonabile bellezza. E’ un mix estremamente ricco di ingredienti, ove ogni componente dà la massima espressione di bellezza di se stesso. I paesaggi coprono un campo ottico che spazia nell’infinito in tutte le direzioni, da quella terrestre a quella celeste, mostrando dell’isola tutto lo splendore delle sue facce diamantate. La neve esprime tutto il suo fascino con la seduzione delle sue immacolate, morbide, e luccicanti forme. Il cratere catalizza l’attenzione del visitatore con le sue manifestazioni di potenza e spettacolo. La bocca del cratere è una voragine circolare delimitata da strapiombi rocciosi dalle cui pareti ghiacciate trasudano continuamente nubi di vapori e gas. Fratture profonde attraversano tutta l’area sommitale sottolineandole la sua grande instabilità e generando una forte sensazione di pericolo. Come già detto in altre occasioni, sembra di muoversi sulla cima di un pan di spagna caldo, lievitato, fessurato e appena sfornato. Il calore, i gas e i vapori trasudano da ogni dove con ondate più o meno intense che imprigionano l’escursionista in una  nube oscurante e misteriosa, da cui solo il vento può liberare. Il cratere di Nord Est, essendo in posizione dominante rispetto agli altri crateri dell’Etna,  offre inoltre il suggestivo e quanto meno unico spettacolo di godere della prospettiva aerea delle altre bocche, ma per godere di tale visione occorre muoversi lungo il bordo circolare del cratere e questo richiede oltre che tempo anche una ricca dose di coraggio, perché  il vulcano sa come incutere timore anche al più coraggioso degli uomini, facendolo sentire    impotente di fronte alle sue imprevedibili azioni, alle sue insospettabili insidie e soprattutto di fronte alle sue incomparabili, indomabili e imbattibili forze.

Tutto proietta l’uomo verso l’universo, allontanandolo dalle miserie terrene in cui lui costruisce la sua  vita e collegandolo direttamente con l’essenza della bellezza del Creato, ossia con la  manifestazione chiara del puro amore divino. 

Capo d’Orlando 14/12/2016

Dario Sirna

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