PRIMA NEVE DELL’INVERNO A MONTE DELL’ORSO

MONTE DELL’ORSO – MAGIA DEL BOSCO INNEVATO

Con un piccolo anticipo di pochi giorni l’inverno meteorologico, ufficialmente in vigore dal primo dicembre, ha fatto il suo ingresso in Sicilia. L’evento è stato generato da un’incursione di aria artica penetrata nel Tirreno grazie ad un’elevazione del promontorio Azzorriano verso le latitudini dell’Europa settentrionale. Il blocco di aria fredda si è avvalso di una componente siberiana  ed è entrato sulla penisola italiana dal suo fianco orientale.

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DAMA BIANCA – LA PRIMA NEVE A MONTE SORO

INVERNO PRECOCE – LA DAMA BIANCA A MONTE SORO

La stagione autunnale quest’anno sembra non conoscere le mezze misure. Fino a qualche giorno fa ci ha regalato giornate stabili, soleggiate e con temperature ben oltre la media trentennale, negli ultimi giorni invece ci sta proponendo un clima  con un’impronta prettamente invernale. Ieri mattina, dopo un sabato mite e  apparentemente bello, sua maestà la Dama Bianca si è presentata nella sua candida veste sulle alture dei Nebrodi, delle Madonie e sull’Etna.

Dal punto di vista meteorologico lo scenario europeo è stato caratterizzato dal confronto di due grossissime figure bariche. Le latitudine meridionali e centrali sono state dominate dall’imponenza dell’Anticiclone delle Azzorre, figura stabilizzante e molto mite, le latitudini settentrionali e quelle nordiche sono state invece assoggettate al dominio della depressione semipermanente dell’Islanda. Negli ultimi giorni l’anticiclone delle Azzorre, parecchio rinvigorito,  ha lanciato un attacco al Vortice Polare elevandosi di latitudine e andando ad occupare così il cuore dell’Europa centro settentrionale. Ciò ha provocato una forte discesa di aria artica sul Mar Mediterraneo, settore centrale, con l’attivazione di profondi vortici ciclonici, accompagnati da fasi di maltempo estremo. In atto la ciclo-genesi Italica sta richiamando un ulteriore apporto freddo, proveniente  dalle latitudini artiche ed attivato da un’ennesima elevazione azzorriana. La fase attuale ha visto così il passaggio in quota sulla Sicilia di masse d’aria molto fredda, che transitando sulla superficie marina calda e umida del Tirreno, hanno generato corpi nuvoli e precipitazioni. Queste ultime ad una quota intorno ai 1.200 metri si sono presentate sotto forma di neve. Le nevicate di ieri hanno così annunciato l’arrivo di una stagione invernale precoce e la fine di un autunno molto breve e poco influente. Le precipitazioni di ieri sono state di modesta entità, ma parecchio scenografiche  e di grande effetto coreografico. L’impressione è che la Dama Bianca sia scesa sulle alture siciliane nella giornata di Domenica per prepararsi ad un soggiorno più lungo e più consistente da assaporare nei prossimi giorni. Noi, sempre molto sensibili al fascino della neve, ci siamo precipitati ad accoglierla e a salutarla sulla cima di una delle vette più importanti dei rilievi siciliani, Monte Soro. Già dalla Statale che collega San Fratello a Cesarò la cima di questo gruppo montuoso ieri mattina si mostrava imbiancata, con effetti assimilabili al gelo  della galaverna. Salendo da Portella Femmina Morta verso le antenne collocate sulla cima del Monte nel giro di poche centinaia di metri il paesaggio subiva uno stravolgimento incredibile. Nei primi tratti di salita la faggeta e i prati sfoggiavano una splendida veste autunnale con lussuosi e variopinti  abiti dalle tinte molto calde e forti, nei tratti successivi, invece, indossavano una doppia veste, aggiungendo all’abito tipico della stagione in corso l’abito candido di un precoce inverno. L’improvviso arrivo della Dama Bianca non ha consentito al bosco di spogliarsi dell’abito vecchio per indossare quello nuovo, cosicché quest’ultimo si è aggiunto al primo, creando effetti scenografici eccellenti e unici. Arrivati sulla vetta della montagna ci siamo accorti che il gelo aveva  costruito sui rami, sulle foglie, su prati, sui frutti e su ogni forma solida, raffinatissimi  e originali ricami. Le foglie color oro dei faggi erano state impreziosite da sottili e luminosi merletti cuciti sull’orlo esterno delle stesse. Pizzi fragilissimi ed eleganti che, come una cornice di cristallo, racchiudevano al loro interno ogni singola pagina dorata esaltandone ed impreziosendone la sua bellezza e il suo valore. Un lavoro certosino che ha raggiunto la sua più alta espressione nel sottile rivestimento corallino con cui i rametti e le spine dei rosai spontanei sono stati intrappolati in rigide e incantevoli camicie costruire sulla loro stessa pelle. Insignificanti e fastidiosi cespugli selvatici sono diventati stravaganti e originali sculture di ghiaccio, simili nello splendore, nella forma e nell’architettura alla bellezza di una coltivazione di coralli.  Il cielo, completamente ammantato di ovatta, lasciava cadere dalle sue laboriose mani piccoli fiocchi bianchi che, lentamente e con arte, si aggiungevano agli altri come punti di ricamo tessuti sulla grande tela della terra. Ogni superficie esposta all’azione delle gelide brezze invernali è stata tinteggiata di bianco con risultati veramente sorprendenti. Nel sottobosco i tronchi esili e dritti delle ceppaie di faggio hanno assunto le sembianze  in una sequenza allineata di strisce verticali bianche parallele.   Un lavoro eseguito con una precisione inimitabile e con grande maestria per offrire al mondo un’opera perfetta,  un capolavoro della creazione divina.  Uno spettacolo fatto non di quantità, in quanto lo spessore della coltre bianca era sottilissimo, quasi impalpabile, ma di grande qualità, raffinatezza e maestria. Impossibile non lasciarsi catturare dal fascino esuberante di tale spettacolo naturale, impossibile non emozionarsi di fronte a tanta bellezza, impossibile non lasciarsi rapire da essa per essere trasportati verso le altezze celesti nella contemplazione della bellezza divina, al cui amore è dovuto il dono gratuito di tali indescrivibili meraviglie.  E’ nelle cose semplici, umili, apparentemente insignificanti e di poco conto, che Dio ama lasciarsi trovare per dare a tutti, piccoli e grandi, la gioia e il premio di incontrarlo, di conoscerlo e di amarlo.

Capo d’Orlando, 25/11/2013

Dario Sirna.

 

 

 

MADONIE – DA MONTE MUFARA VERSO MONTE S.SALVATORE

MADONIE – IN EQUILIBRIO SULLE CRESTE

L’escursione di oggi si svolge sulle Madonie ed è la continuazione dell’escursione effettuata sul Monte Mufara. Nel Reportage della settimana scorsa abbiamo documentato e descritto il cammino percorso salendo da Piano Battaglia fino alla stazione di arrivo del locale impianto di risalita. Oggi illustreremo il cammino compiuto sulla dorsale che da Monte Mufara si allunga fino a Monte San Salvatore.

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MADONIE – NEVE – MONTE MUFARA

DA PIANO BATTAGLIA A MONTE MUFARA

Il reportage di oggi racconta l’escursione effettuata il 19 marzo u.s. sul Monte Mufara nel gruppo delle Madonie. Il Monte Mufara è la cima da cui scendono le piste del comprensorio sciistico delle Madonie. Esso prospetta con il suo versante nord su Piano Battaglia e sui versanti sud delle cime appartenenti al carosello di Pizzo Carbonara. Il punto di partenza dell’escursione è stato scelto sulla Strada Statale che collega Piano Battaglia con le Petralie, sul fianco est del suddetto Monte, ad una quota  di circa 1.600 m slm,  sulla curva di livello passante per Piano Battaglia.

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MAGIA DELLA NEVE NELLA FAGGETA DI MONTE DELL’ORSO

FLORESTA – MONTE DELL’ORSO – FAGGETA IMBIANCATA

Nella tradizione popolare ci sono molti detti che descrivono  il clima del mese di marzo, tra essi citiamo i seguenti due: ”Marzo pazzerello, prende il sole e posa l’ombrello” e “U friddu di mazzu trasi ‘nte corna di boi”. Questi due detti della sapienza popolare, redatti in base alla osservazione millenaria del clima, rispecchiano due caratteristiche principali del tempo di marzo.

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LAGO MAULLAZZO – SCENARI INVERNALI

QUATTRO PASSI SUL MAULLAZZO GELATO

In questo articolo vi mostriamo le immagini del lago Maullazzo, catturate nell’escursione del 28 febbraio 2012. L’articolo si riferisce esclusivamente al lago, in quanto il cammino compiuto per raggiungerlo è stato oggetto già di un precedente reportage pubblicato la settimana scorsa. Lo scenario invernale del Lago Maullazzo è uno scenario di grande bellezza che immerge il visitatore in un’atmosfera glaciale, paragonabile a quella degli ambienti artici.

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GALAVERNA SUI NEBRODI – IN CAMMINO VERSO MAULLAZZO

SPETTACOLARE GALAVERNA E SOFFICE COLTRE NEVOSA SULLA DORSALE DEI NEBRODI TRA PORTELLA FEMMINA MORTA E IL LAGO MAULLAZZO

La settimana scorsa, negli ultimi giorni del mese di febbraio, lo scenario barico sul Mediterraneo è stato governato da una possente invasione di aria di origine artico continentale. La potente bomba fredda ha sviluppato la sua azione preponderante negli alti strati della troposfera con l’invasione di masse fredde aventi temperature inferiori a -35 °C.

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TORTORICI – LAGO PISCIOTTO TRA NEVE E GELO

IL LAGO PISCIOTTO  IN VESTE INVERNALE

Dopo le escursioni sulla neve della settimana scorsa, considerato che le condizioni meteorologiche degli ultimi giorni hanno continuato a favorire il prolungarsi delle nevicate in montagna, siamo tornati sulla dorsale dei Nebrodi con l’obbiettivo di raggiungere e documentare le condizioni del lago Pisciotto.

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FLORESTA – NEVE SULLA DORSALE DEI NEBRODI

PORTELLA MITTA – NEVE NEI BOSCHI DELLA DORSALE

La neve caduta la settimana scorsa sulla dorsale dei Nebrodi è stata abbondante ed è scesa fino  alle quote di alta collina, come già documentato nell’articolo di domenica sera.  La fase fredda ha avuto il suo culmine domenica 10 febbraio, quando importanti precipitazioni si sono riversate anche nei centri montani più vicini alla costa tirrenica.

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