CALANCHI DI BIANCAVILLA

BIANCAVILLA – IN CAMMINO SUI CALANCHI – PRIMA PARTE

IMG_2705I calanchi sono delle formazioni montuose anomale che spiccano nel paesaggio dell’entroterra catanese per le loro originalissime  forme e per le sfumature dei loro colori. Territorialmente ricadono nel comune di Biancavilla (CT), ma geograficamente sembrano appartenere più al territorio dell’ennese che a quello dell’Etna. 

Continua a leggere CALANCHI DI BIANCAVILLA

ROCCA CALANNA – ROCCA DEL CRASTO – PORTELLA GAZZANA

ROCCHE DEL CRASTO – PERCORSO PAESAGGISTICO ROCCA CALANNA – ROCCA DEL CRASTO – PORTELLA GAZZANA

Il reportage di oggi descrive il tragitto percorso per raggiungere  Portella Gazzana dalla base degli strapiombi della Rocca Calanna passando dalla Rocca del Crasto. L’escursione è di media difficoltà, il cammino richiede un tempo massimo di sei ore, includendo in esso anche il tempo necessario per scattare  le foto, il dislivello coperto in salita è di circa 500-600 metri.

Continua a leggere ROCCA CALANNA – ROCCA DEL CRASTO – PORTELLA GAZZANA

FRAZZANO’ – LA GROTTA COLONNA

STRETTA DI LONGI – GROTTA COLONNA

La grotta Colonna si trova nel territorio del Comune di Frazzanò ed è situata sul versante sud delle Rocche del Crasto, su un ripido pendio che si affaccia all’interno della Stretta di Longi. La grotta è raggiungibile tramite la regia trazzera che anticamente collegava Longi con la marina. Attualmente per effettuare questa escursione è consigliabile arrivare in macchina fino alla località Paratore di Galati Mamertino, parcheggiare in corrispondenza del ponte che precede l’inizio della salita per Galati, attraversare con gli stivali la fiumara per portarsi sulla sponda di Frazzanò, e qui seguire la pista sterrata che si dirige verso l’ingresso della Stretta.

Continua a leggere FRAZZANO’ – LA GROTTA COLONNA

NEBRODI – SULLA DORSALE DA PORTELLA SCAFI AL BIVIERE

AUTUNNO AL BIVIERE DI CESARO’

Questa escursione racconta il cammino effettuato Domenica scorsa per andare da Portella Scafi al Biviere e viceversa. Fino al raggiungimento della prima area umida il cammino si è svolto sulla trazzera che percorre la dorsale dei Nebrodi, da questo punto in poi questa arteria è stata abbandonata in favore dei sentieri che passano tra  i pascoli e i prati che circondano i laghetti e il Biviere.

Continua a leggere NEBRODI – SULLA DORSALE DA PORTELLA SCAFI AL BIVIERE

ROCCHE DEL CRASTO – LA SCALATA DI PUNTA BLASI – SECONDA PARTE

PUNTA BLASI – LA SCALATA DELLA VETTA

Questo reportage è la continuazione e il completamento dell’escursione sulla Punta Blasi delle Rocche del Crasto. Nella prima pubblicazione su questa escursione abbiamo documentato le bellezze e le difficoltà incontrate dal punto di partenza in contrada “Stidda” di Alcara Li Fusi fino a metà percorso.

Continua a leggere ROCCHE DEL CRASTO – LA SCALATA DI PUNTA BLASI – SECONDA PARTE

ALCARA LI FUSI – ROCCHE DEL CRASTO – LA SCALATA DI PUNTA BLASI – PARTE PRIMA

ALCARA LI FUSI – ROCCHE DEL CRASTO – DA CONTRADA “STIDDA” A PUNTA BLASI – PRIMA PARTE

In questo reportage vi mostriamo  il cammino che dalla contrada “Stidda” di Alcara Li Fusi porta alla vetta di Punta Blasi. Nei precedenti reportage su questa bellissima cima del versante ovest del gruppo montuoso delle Rocche del Crasto abbiamo già pubblicato diversi articoli, relativi a un’escursione effettuata in quota, ossia sul pianoro delle suddette Rocche.

Conosciamo perciò tutte le prospettive di questo costone roccioso e tutte le vedute panoramiche fruibili dallo stesso. Tali vedute sono talmente affascinanti e attraenti da suscitare in noi un interesse fortissimo sulle strutture morfologiche di base e sulla loro evoluzione in quota. Il richiamo esercitato da tali strutture ci ha dunque spinti a cercare nella rocca di Punta Blasi una via che ci consentisse di scalarla dal fondovalle fino alla cima, passando attraverso tutte le aree più accattivanti e più eccitanti. Punto di partenza dell’escursione è il ponte sul torrente Stidda, da dove utilizzando il sentiero Bacco è stato raggiunto il fianco ovest della Rocca in questione. L’arrampicata vera e propria ha avuto inizio proprio da tale versante, ed esattamente dalla sua intersezione con la pista comunale che sale verso la grande Rocca del Crasto. Il primo tratto del percorso, quello che sfrutta il sentiero Bacco, offe numerosissimi spunti panoramici e paesaggistici su vari settori distinti. Lo sguardo ha la possibilità di posarsi sullo scenario magnifico e imponente che si snoda tra La punta Libba e La punta Blasi, sul bellissimo borgo di pagliai che domina sulla parte alta del paese, sul cuore del centro abitato di Alcara Li Fusi, su Monte Soro e sulla vallata dell’Inganno, che di tutto il paesaggio costituisce l’area del fondo di base.  L’escursione è difficile e riservata a persone che hanno una discreta preparazione fisica, che non soffrono di vertigini e che hanno dimestichezza con le difficoltà commesse a percorsi accidentati, montuosi e rocciosi. Le pendenze da affrontare sono elevatissime a causa del grande dislivello da coprire in poco spazio. Spesso la camminata si trasforma in una eccitante arrampicata che permette di provare in sicurezza le emozioni delle  vedute aeree e il brivido degli spazi vuoti, alti e vertiginosi. Sul costone da risalire non esiste un vero e proprio sentiero da percorrere, la strada segue il cammino che le proprie intuizioni e i propri limiti fisici impongono. Il cammino in  verticale ha ovviamente una componente dominante su quello in orizzontale e richiede faticosi sforzi   muscolari. Noi ci siamo mossi seguendo le tracce segnate sul terreno dal passaggio degli animali al pascolo, generalmente solo capre, ma nel contempo abbiamo cercato di soddisfare il nostro desiderio di ammirare e fotografare dall’alto il tratto più basso del canyon Stidda, quello del ramo orizzontale. La rocca in questione infatti è delimitata da due canyon distinti,  inclusi nella stessa vallata e annessi ai due affluenti del torrente Stidda. Il più basso di questi due canyon costeggia la base della Rocca Blasi sul suo versante di ponente, mentre, il più alto, quello con marcato andamento verticale, costeggia il suo fianco settentrionale. I due canyon sono pertanto distinti e indipendenti, anche se entrambi ospitano corsi d’acqua che confluiscono nello stesso bacino di raccolta.  Particolarmente interessanti, oltre alle bellissime vedute panoramiche e agli infiniti spazi aperti dalle stesse, sono  i numerosissimi spuntoni di roccia chiara che emergono dal sottosuolo come guglie appuntite e affusolate. La presenza delle guglie ha il contemporaneo effetto di incrementare le difficoltà di percorso e di rendere possibile la scalata interrompendo le ripide pendenze del suolo con utilissimi punti di appoggio per i piedi e con sostegni a cui ancorarsi con le mani. L’effetto scenico delle guglie è quello di un giardino monolitico sconfinato, ove le gemme di roccia sbocciano dal sottosuolo in cerca di luce, di sole e di vita. I ripidissimi pendii della Rocca sembrano allora trasformarsi in estese praterie di pietre, ove ogni masso ha la forma di un ovino al pascolo trasformato dal sortilegio di uno stregone in una roccia immobile.  Forme inverosimili impersonano misteriose  figure in movimento che nascondono i loro volti nell’evoluzione della performance eseguita.  Questo primo tratto della scalata offre grandi suggestioni dovute alla possibilità di spaziare con lo zoom fotografico all’interno di angoli e anfratti situati in posizioni altrimenti irraggiungibili, la posizione leggermente dominante acquisita su di essi permette di aprire questi scrigni da lontano e di apprezzarne tutte le loro indefinite bellezze. Guadagnando quota il cammino offre tutti i vantaggi di un percorso di alta montagna con grandiosi panorami e affascinanti prospettive. La maestosità delle rocce e la originalità delle loro forme genera spunti contemplativi di immediato effetto. Così quando nelle numerosissime piccole pause che interrompono le fatiche della scalata lo sguardo si alza dal terreno per liberarsi nello spazio che lo circonda e per intercettare uno scorcio panoramico da catturare con uno scatto fotografico,  lo spirito ha la possibilità di ristorarsi    con lo spettacolo offerto da queste incantevoli meraviglie. Immediatamente il cuore comincia spontaneamente a intonare il suo canto di lode a  Dio per ringraziarlo di tanta bellezza e di tanta benevolenza.

 

N:B.: Per effettuare un’escursione guidata è possibile rivolgersi a Roberto Patroniti di Videonature.

Capo d’Orlando, 12/11/2013

Dario Sirna.

 

 

 

ALCARA LI FUSI – VALLONE STELLA (STIDDA)

ALCARA LI FUSI – LA RISALITA DEL VALLONE STELLA NELLE ROCCHE DEL CRASTO

Il vallone Stella si trova nel gruppo roccioso delle Rocche del Crasto, in territorio del Comune di Alcara Li Fusi, sul versante di ponente del suddetto massiccio. Esso si sviluppa tra il costone della Rocca Libba e  il costone della Rocca Blasi. Questi due strutture portanti delle Rocche del Crasto si diramano dal cuore dell’altipiano sommitale delle Rocche verso Alcara Li Fusi, assumendo direzioni divergenti.

Continua a leggere ALCARA LI FUSI – VALLONE STELLA (STIDDA)

ALCARA LI FUSI – DA PUNTA BLASI A PUNTA LIBBA – TERZA PARTE

ALCARA LI FUSI  – LE BELLEZZE DI PAESAGGISTICHE DI PUNTA LIBBA

Il cammino proposto con questo reportage è il cammino che da Punta Blasi conduce a Punta Libba. Le due punte in questione sono le sommità di due rocche affiancate che si contendono la volta celeste del centro di  Alcara Li Fusi. Si tratta di due costoni montuosi monumentali che osservati dal basso formano una cortina compatta dotata di imponenti strapiombi le cui pareti, dalle cime delle Rocche del Crasto, precipitano vertiginosamente sull’abitato di Alcara Li Fusi.

Continua a leggere ALCARA LI FUSI – DA PUNTA BLASI A PUNTA LIBBA – TERZA PARTE