UCRIA – TORRENTE PRACI – QUARTO TRATTO – LA GOLA

UCRIA – LA GOLA DEL TORRENTE PRACI – SECONDA PARTE

Siamo nella zona più interessante di questo importante affluente della Fiumara di Naso. Nel reportage precedente, quello relativo al terzo tratto, abbiamo documentato la zona iniziale di questa parte del Torrente Praci. Siamo all’interno di una gola aperta che in prossimità del fondovalle si trasforma in un canale roccioso di grande fascino e bellezza.

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CARONIA – TORRENTE RUBINO -TERZO TRATTO

CARONIA – I MASSI DEL TORRENTE RUBINO NEL SUO TERZO TRATTO

Continuando la risalita del Torrente Rubino si giunge in un tratto caratterizzato dalla presenza di massi rocciosi di grandi dimensioni. Il fiume stretto nella morsa dei fianchi del vallone trova poco spazio per distendere lateralmente il suo letto, nel contempo quest’ultimo è sovraffollato da questi grandi megaliti che si rincorrono e si accavallano l’uno sull’altro senza lasciare un palmo di terreno libero per appoggiarvi i piedi.

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CARONIA – TORRENTE RUBINO – SECONDO TRATTO

TORRENTE RUBINO – SECONDO TRATTO -L’AFFLUENTE DI DESTRA

Il reportage di oggi sul Torrente Rubino di Caronia  è dedicato alla documentazione del secondo tratto di questo affluente del Torrente Caronia. La zona in questione si estende nella parte più bassa del torrente, poco a monte del ponte omonimo.

Tutte le informazioni relative alla  zona da visitare, all’attrezzatura necessaria per affrontare l’escursione, alle difficoltà che essa comporta, alle indicazioni relative alla strada da percorrere per giungere sul posto, sono state fornite nel precedente articolo, disponibile all’indirizzo: http://camminoin.it/2013/10/09/caronia-torrente-rubino-primo-tratto/. In questo secondo tratto del torrente Rubino possiamo distinguere essenzialmente due zone di particolare interesse. La prima di esse è costituita dal tratto terminale del primo affluente che conferisce acqua dalla sponda ovest del torrente. Si tratta di un torrente secondario di modeste dimensioni, ma di grande interesse, specie nella zona di innesto. In corrispondenza della confluenza tra questi due corsi d’acqua il torrente allarga il suo letto e presenta caratteristiche generali di maggiore rilievo. In particolare è possibile osservare una presenza di cospicua di massi di arenaria di notevoli dimensioni. Si tratta di macigni che frequentemente superano i sette metri di altezza e di diametro. La loro collocazione sembra farli provenire proprio dall’affluente secondario del Torrente Rubino. I massi in questione infatti,  addossati l’uno sull’altro e accavallati sul ripido letto roccioso di questo affluente,.  lo risalgono per un tratto di circa centro metri. In questa zona essi si affollano come biglie scaraventate da un ripidissimo pendio e bloccate nel fine corsa del piano di arrivo. In questa zona si sovrappongono perciò due effetti interessanti. Il primo è quello generato dalla composizione architettonica di questi meravigliosi megaliti, il secondo è dovuto alla struttura rocciosa e ripida del letto del torrente. La sovrapposizione dei massi su tale letto se in alcuni punti copre tratti interessanti in altri invece genera nuove bellezze. La pendenza del torrente è tale da dare vita a diversi salti, il cui fascino però può essere apprezzato solo nel periodo invernale, quando l’abbondanza delle precipitazioni atmosferiche garantisce una discreta portata. I vari canali e le varie vasche parallele che solcano e scavano il letto di questo affluente sono comunque percorsi dall’acqua, ma trattandosi di più vene attigue, questa è disgregata in portate di piccolo valore. Diversamente accade invece per la zona a monte, ove il flusso, ancora unico e unito, presenta effetti di maggiore rilievo. Lo spettacolo più interessante si trova proprio nella zona alta. Tale punto è difficile da raggiungere e richiede molta attenzione, agilità e pratica. Le difficoltà sono dovute alla ripidezza del fondo e alle dimensioni dei massi da scalare. Occorre inoltre necessariamente indossare gli stivali alti perché proprio in corrispondenza dell’ultimo passaggio è necessario attraversare una piscina abbastanza profonda. La piscina in questione ha forma circolare ed è circondata da una corona rotonda di massi altissimi. Tali massi chiudono lo spazio attorno alla piscina e come un paravento  nascondono quest’ultima dalla vista di tutti. Esiste un solo passaggio che consente di superare tale barriera e di entrare all’interno di questo spazio circolare chiuso, esso corrisponde al punto di sfogo del troppopieno della piscina. Da questo varco l’acqua precipita giù e si immette nel canale roccioso del torrente. La sorpresa più interessante di questa affascinate struttura naturale è data dalla presenza di una cascata proprio all’interno di questo spazio chiudo. Sono le acque del torrente che dopo aver compiuto un salto di oltre tre metri con un getto di grande effetto si riversano nella piscina, dandole alimentazione. Si tratta di un piccolo angolo dalle caratteristiche ridotte ma di grandissimo effetto naturalistico e di notevole pregio ambientale. Tale struttura ha il vantaggio di regalare un luogo di grande suggestione, ma nel contempo anche di grande privacy, uno spazio racchiuso all’interno di un piccolo delizioso  scrigno naturale  che è aperto solo dall’alto per ricevere luce, sole, calore, aria e pennellate di azzurro. La sua particolare collocazione e soprattutto la sua struttura chiusa lo rende non individuabile  dall’esterno in quanto camuffato dalla sovrapposizione dei monoliti. La limpidezza delle acque della piscina e la suggestione della cascata invogliano al bagno, mentre la particolare prospettiva di ingresso, il gioco delle luci solari e la disposizione a tunnel delle rocce frontali, realizzano una coreografia di seducente bellezza. Dopo la visita di questa struttura, viste le notevoli difficoltà di proseguimento nella risalita di questo affluente, difficoltà dovute alla dimensione delle ultime pareti rocciose da scalare, siamo tornati indietro e ci siamo immersi nuovamente nel corso principale del torrente Rubino. Qui il cammino è deliziato dalla suggestione prodotta dalla notevole quantità di monoliti accavallati l’uno sull’altro e affollati quasi tutti all’interno del torrente. In moltissimi tratti la presenza di tali megaliti ostruisce completamente il corso del fiume e crea dei lunghi sbarramenti orizzontali superati dalle acque con salti delle dimensioni tre, quattro metri di altezza. Uno di questi sbarramenti è la seconda zona che si distingue per bellezza, imponenza, dimensioni e fascino dall’andamento generale del tratto in questione. Come nel caso dell’affluente di destra, anche nel corso principale del Rubino la presenza della roccia nel letto del fiume è una costante che dà vita a canali e vasche di notevole effetto. Da questo punto di vista il fiume ha un aspetto molto omogeneo, le uniche differenze che si notano lungo il suo tragitto sono dovute esclusivamente alla dimensione e alla conformazione delle strutture emergenti. Tutti i massi hanno il caratteristico colore caldo e muschiato dell’arenaria che staziona in luoghi umidi. La bellezza di queste superfici rocciose è perciò coordinata con la sovrabbondante ricchezza del verde del bosco. La natura ha un aspetto assolutamente florido e rigoglioso, ricco di vita e salutare, immacolato e puro, selvaggio ma gentile, rilassante e piacevole.  Anche questo tratto del Torrente Rubino ha dunque un fascino particolare e a tratti unico, tanto da poterlo considerare come un nuovo punto di forza del magnifico territorio del Comune di Caronia. Come sempre la bellezza della natura è anche uno stimolo alla crescita interiore e alla ricerca di un equilibrio che sostenga non solo il corpo e la mente, ma anche il cuore, l’anima e lo spirito, cosicché gli spunti trovati danno ulteriori occasioni di incontrare Dio e di cercare nel rapporto con il Creatore il senso del nostro esistere.

Capo d’Orlando, 17/10/2013

Dario Sirna.

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UCRIA – TORRENTE PRACI – PRIMO TRATTO – LA CASCATA

LA CASCATA DEL TORRENTE PRACI  A UCRIA

Iniziamo con questo articolo un viaggio all’interno del Torrente Praci di Ucria. Il torrente in questione è uno dei due rami principali che alimentano la Fiumara di Naso. Esso scorre nel territorio del Comune di Ucria ed è alimentato dalle falde montuose che si sviluppano sul versante nord  delle montagne su cui sorge Floresta. La parte alta di questo torrente passa a ridosso della Rocca San Marco o Rocca Drago, ove prende il nome di Torrente Pudarà, e continua a risalire la catena montuosa dei Nebrodi fino trovare le sue sorgenti nel bacino di Monte dell’Orso.

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CARONIA – TORRENTE RUBINO – PRIMO TRATTO

CARONIA: IL TORRENTE RUBINO – PRIMO TRATTO

Il Torrente Rubino è la continuazione naturale del Torrente Sampieri. L’affluente est del Torrente Caronia è molto lungo e impervio, pur essendo un unico corso d’acqua ad esso sono attribuiti nomi differenti a seconda delle zone attraversate. Dal punto di confluenza nel Torrente Caronia al Ponte Rubino il torrente prende il nome di Torrente Sampieri, a monte invece del suddetto ponte  prende il nome di Torrente Rubino.

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CARONIA – TORRENTE SAMPIERI – IL CANYON – SECONDO TRATTO

CARONIA – IL CANYON DEL TORRENTE SAMPIERI – SECONDO TRATTO

Il reportage di oggi completa la documentazione sul Canyon Sampieri e sul Torrente in cui lo stesso ricade. Nel tratto in questione possiamo distinguere due zona, la prima è la parte alta del canyon, quella cioè che si sviluppa a monte della cascata, la seconda invece è la parte terminale del Torrente, quella parte che uscendo da Canyon arriva al Ponte da cui parte il Torrente Rubino.

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CARONIA – TORRENTE SAMPIERI – TERZA PARTE – IL CANYON – PRIMO TRATTO

CARONIA – IL CANYON DEL TORRENTE SAMPIERI – PRIMO TRATTO

Questo terzo articolo sul Torrente Sampieri di Caronia è dedicato al primo tratto della parte più interessante di tale corso d’acqua: il canyon. Questa zona del torrente si trova nella direzione  alta dello stesso, poco al di sotto del ponte che lo divide dal Torrente Rubino. Relativamente a tutte le informazioni necessarie per raggiungere il posto e a tutte le valutazioni da effettuare per scegliere il tragitto migliore e all’attrezzatura più idonea da utilizzare rimandiamo ai precedenti articoli. In questo tratto del fiume raccomandiamo la massima prudenza perché il pericolo è molto alto a causa delle grandi difficoltà di percorso.

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CARONIA – TORRENTE SAMPIERI – SECONDA PARTE

CARONIA – TORRENTE  SAMPIERI – CAMMINANDO VERSO IL CANYON

Abbiamo suddiviso la documentazione sul Torrente Sampieri di Caronia in vari reportage, relativi a a tratti differenti. Ogni reportage documenta un nuovo tratto di cammino compiuto nella risalita del fiume. L’articolo di oggi ci permette di contemplare le bellezze racchiuse all’interno della gola che precede e dà accesso al canyon.

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