CAPO D’ORLANDO – PROCESSIONE DEL CORPUS DOMINI 2013

CAPO D’ORLANDO 2013 – LA PROCESSIONE DEL CORPUS DOMINI

La seconda Domenica dopo la Pentecoste la Santa Madre Chiesa con la solennità del Corpus Domini festeggia la Santissima Eucaristia. Tra tutte le solennità del Signore questa è l’unica festa in cui viene effettuata anche la processione della Santissima Eucaristia. La presenza del Signore in mezzo all’umanità non è una presenza nascosta o inoperosa, ma una presenza viva e attiva, una presenza che si relaziona con la vita di ciascuno di noi in tantissimi modi diversi.

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CORPUS DOMINI

SANTISSINO CORPO E SANGUE DI CRISTO

Buongiorno a tutti,

oggi si celebra la solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Gesù, “In questo grande mistero il Signore nutre e santifica i suoi fedeli, perché una sola fede illumini e una sola carità riunisca l’umanità diffusa su tutta la terra“. Con queste parole del Prefazio della liturgia di oggi la Chiesa ci invita ad unirci al Cielo per innalzare un cantico nuovo di adorazione e di lode. Per il cammino odierno ci vengono incontro i seguenti  versi del Vangelo di Luca, cui segue uno scritto tratto dalle “Opere” di San Tommaso di Aquino, dottore della Chiesa:

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SANTISSIMA TRINITA’

SOLENNITA’ DELLA SANTISSIMA TRINITA’

Buongiorno a tutti,

tenendo presente che per mezzo di Cristo non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio, nella solennità della Santissima Trinità adoriamo il Padre, per mezzo del Figlio, nello Spirito Santo. Ci vengono in aiuto i seguenti versi del Vangelo di Giovanni, cui segue un brano tratto dalle “Lettere” di  sant’Atanasio vescovo:

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UDIENZA GENERALE DEL 10 APRILE 2013 – PAPA FRANCESCO

Buongiorno a tutti,

riportiamo di seguito il testo completo dell’Udienza Generale tenuta da Papa Francesco  in Piazza S. Pietro, ieri 11 aprile 2013:

PAPA FRANCESCO – UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro – Mercoledì, 10 aprile 2013

“Cari fratelli e sorelle, buon giorno!

Nella scorsa Catechesi ci siamo soffermati sull’evento della Risurrezione di Gesù, in cui le donne hanno avuto un ruolo particolare. Oggi vorrei riflettere sulla sua portata salvifica. Che cosa significa per la nostra vita la Risurrezione? E perché senza di essa è vana la nostra fede? La nostra fede si fonda sulla Morte e Risurrezione di Cristo, proprio come una casa poggia sulle fondamenta: se cedono queste, crolla tutta la casa. Sulla croce, Gesù ha offerto se stesso prendendo su di sé i nostri peccati e scendendo nell’abisso della morte, e nella Risurrezione li vince, li toglie e ci apre la strada per rinascere a una vita nuova. San Pietro lo esprime sinteticamente all’inizio della sua Prima Lettera, come abbiamo ascoltato: «Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva, per un’eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce» (1,3-4).

L’Apostolo ci dice che con la Risurrezione di Gesù qualcosa di assolutamente nuovo avviene: siamo liberati dalla schiavitù del peccato e diventiamo figli di Dio, siamo generati cioè ad una vita nuova. Quando si realizza questo per noi? Nel Sacramento del Battesimo. In antico, esso si riceveva normalmente per immersione. Colui che doveva essere battezzato scendeva nella grande vasca del Battistero, lasciando i suoi vestiti, e il Vescovo o il Presbitero gli versava per tre volte l’acqua sul capo, battezzandolo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Poi il battezzato usciva dalla vasca e indossava la nuova veste, quella bianca: era nato cioè ad una vita nuova, immergendosi nella Morte e Risurrezione di Cristo. Era diventato figlio di Dio. San Paolo nella Lettera ai Romani scrive: voi «avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: “Abbà! Padre!”» (Rm 8,15). È proprio lo Spirito che abbiamo ricevuto nel battesimo che ci insegna, ci spinge, a dire a Dio: “Padre”, o meglio, “Abbà!” che significa “papà”. Così è il nostro Dio: è un papà per noi. Lo Spirito Santo realizza in noi questa nuova condizione di figli di Dio. E questo è il più grande dono che riceviamo dal Mistero pasquale di Gesù. E Dio ci tratta da figli, ci comprende, ci perdona, ci abbraccia, ci ama anche quando sbagliamo. Già nell’Antico Testamento, il profeta Isaia affermava che se anche una madre si dimenticasse del figlio, Dio non si dimentica mai di noi, in nessun momento (cfr 49,15). E questo è bello!

Tuttavia, questa relazione filiale con Dio non è come un tesoro che conserviamo in un angolo della nostra vita, ma deve crescere, dev’essere alimentata ogni giorno con l’ascolto della Parola di Dio, la preghiera, la partecipazione ai Sacramenti, specialmente della Penitenza e dell’Eucaristia, e la carità. Noi possiamo vivere da figli! E questa è la nostra dignità – noi abbiamo la dignità di figli -. Comportarci come veri figli! Questo vuol dire che ogni giorno dobbiamo lasciare che Cristo ci trasformi e ci renda come Lui; vuol dire cercare di vivere da cristiani, cercare di seguirlo, anche se vediamo i nostri limiti e le nostre debolezze. La tentazione di lasciare Dio da parte per mettere al centro noi stessi è sempre alle porte e l’esperienza del peccato ferisce la nostra vita cristiana, il nostro essere figli di Dio. Per questo dobbiamo avere il coraggio della fede e non lasciarci condurre dalla mentalità che ci dice: “Dio non serve, non è importante per te”, e così via. E’ proprio il contrario: solo comportandoci da figli di Dio, senza scoraggiarci per le nostre cadute, per i nostri peccati, sentendoci amati da Lui, la nostra vita sarà nuova, animata dalla serenità e dalla gioia. Dio è la nostra forza! Dio è la nostra speranza!

Cari fratelli e sorelle, dobbiamo avere noi per primi ben ferma questa speranza e dobbiamo esserne un segno visibile, chiaro, luminoso per tutti. Il Signore Risorto è la speranza che non viene mai meno, che non delude (cfr Rm 5,5). La speranza non delude. Quella del Signore! Quante volte nella nostra vita le speranze svaniscono, quante volte le attese che portiamo nel cuore non si realizzano! La speranza di noi cristiani è forte, sicura, solida in questa terra, dove Dio ci ha chiamati a camminare, ed è aperta all’eternità, perché fondata su Dio, che è sempre fedele. Non dobbiamo dimenticare: Dio  sempre è fedele; Dio sempre è fedele con noi. Essere risorti con Cristo mediante il Battesimo, con il dono della fede, per un’eredità che non si corrompe, ci porti a cercare maggiormente le cose di Dio, a pensare di più a Lui, a pregarlo di più. Essere cristiani non si riduce a seguire dei comandi, ma vuol dire essere in Cristo, pensare come Lui, agire come Lui, amare come Lui; è lasciare che Lui prenda possesso della nostra vita e la cambi, la trasformi, la liberi dalle tenebre del male e del peccato.

Cari fratelli e sorelle, a chi ci chiede ragione della speranza che è in noi (cfr 1Pt 3,15), indichiamo il Cristo Risorto. Indichiamolo con l’annuncio della Parola, ma soprattutto con la nostra vita di risorti. Mostriamo la gioia di essere figli di Dio, la libertà che ci dona il vivere in Cristo, che è la vera libertà, quella che ci salva dalla schiavitù del male, del peccato, della morte! Guardiamo alla Patria celeste, avremo una nuova luce e forza anche nel nostro impegno e nelle nostre fatiche quotidiane. E’ un servizio prezioso che dobbiamo dare a questo nostro mondo, che spesso non riesce più a sollevare lo sguardo verso l’alto, non riesce più a sollevare lo sguardo verso Dio.”

Capo d’Orlando 11/04/2013

Dario Sirna

L’ULTIMA CENA – DIORAMA DI ANDREA CIPRIANO

CAPO D’ORLANDO – CHIESA DI CRISTO RE – L’ULTIMA CENA NEL DIORAMA DI ANDREA CIPRIANO

Come ben sappiamo la settimana santa è scandita dagli eventi della Passione del Signore. Essa ci introduce nel mistero d’amore più grande mai verificatosi sulla terra, quel mistero che vede Dio Onnipotente abbassarsi alla condizione di uomo, farsi servo dell’uomo, assumere la condizione umana, viverla fino fondo, in tutta la sua tragicità, con l’unico scopo di risollevarla dalla decadenza del peccato per innalzarla nuovamente alla condizione divina.

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