CARONIA – TORRENTE SAMPIERI – TERZA PARTE – IL CANYON – PRIMO TRATTO

CARONIA – IL CANYON DEL TORRENTE SAMPIERI – PRIMO TRATTO

Questo terzo articolo sul Torrente Sampieri di Caronia è dedicato al primo tratto della parte più interessante di tale corso d’acqua: il canyon. Questa zona del torrente si trova nella direzione  alta dello stesso, poco al di sotto del ponte che lo divide dal Torrente Rubino. Relativamente a tutte le informazioni necessarie per raggiungere il posto e a tutte le valutazioni da effettuare per scegliere il tragitto migliore e all’attrezzatura più idonea da utilizzare rimandiamo ai precedenti articoli. In questo tratto del fiume raccomandiamo la massima prudenza perché il pericolo è molto alto a causa delle grandi difficoltà di percorso.

In particolare facciamo presente che il canyon si compone di due piani di scorrimento del fiume, si tratta di piani posti a quote differenti a causa di una discontinuità di percorso dovuta alla presenza di un balzo improvviso nel letto dello stesso. Tuttavia il superamento di questo tratto non è impossibile grazie proprio alla presenza nella parete del canyon di una struttura stratificata a gradoni consistenti, struttura che permette la scalata del balzo in questione sul fianco sinistro del canyon. Per il superamento di tale difficoltà raccomandiamo l’uso di una corda di ancoraggio. L’ostacolo principale in corrispondenza di questa strettoia e dell’annesso salto è dovuto alla presenza di massi di enormi dimensioni dalle superfici levigate, tondeggianti e verticali. Questi massi sono delle vere e proprie rocce precipitate dal fianco della montagna. Essi, a causa della loro superficie liscia, non offrono appigli di ancoraggio e rendono perciò l’impresa molto più complicata e rischiosa rispetto alla scalata della parete laterale. Le dimensioni dei massi sono tali da superare in altezza lo strapiombo del letto del fiume, cosicché quest’ultimo e la annessa cascata rimangono completamente oscurati dalla massa dei megaliti che li coprono. Il canyon offre invece lateralmente la possibilità di essere scalato senza grandi problemi e senza gravi rischi grazie alla sua struttura a strati. La roccia del canyon è formata da strati di arenaria  di diverso spessore. Strati grossi si alternano a strati sottili o a gruppi consistenti di strati di piccolissimo spessore. Questa alternanza coincide anche con l’alternanza dei colori, Ogni strato, oltre a presentare un suo proprio spessore e una sua propria consistenza, ha anche un suo colore. Gli strati più spessi hanno colori più simili tra di loro, molto vicini a quelli dell’arenaria marrone e gialla, gli strati sottili hanno invece colorazione scurissima, tendente al grigio fumo e al nero. Questa alternanza di colori crea effetti cromatici  di gradevolissimo effetto che hanno la funzione di evidenziare ancora di più la bellezza della roccia, l’architettura del canyon e l’armonia di tutto il contesto. Oltre a questi aspetti puramente estetici, questi strati di arenaria avendo diversa consistenza e diversa tenerezza hanno anche differente erosione. Ciò crea sbalzi orizzontali di diversa misura che sporgono dalla superficie della parete rocciosa come mensole continue sulle quali è possibile camminare. Trattandosi però di sporgenze sempre di modestissime dimensioni è necessario aggrapparsi con le mani alle zone alte dello strapiombo in modo da mantenere l’equilibrio sempre in sicurezza. Ovviamente non è un’impresa facilissima, ma neanche impossibile. La bellezza del canyon si esprime ancora prima di arrivare ad esso. I primi segni di questa particolare struttura della gola si riscontrano a valle della stessa, grazie alla presenza di una parete circolare stratificata situata sulla sponda destra del fiume. L’orientamento indicato è quello di un escursionista che si muove in salita. Questa parete, sebbene di dimensioni minori e sebbene non accompagnata da una struttura simile sul lato opposto, introduce l’escursionista nell’atmosfera tipica di questa grande meraviglia della natura. La bellezza del canyon scaturisce dalla concomitanza di una serie di fattori pregevoli. Innanzitutto la forma architettonica degli strapiombi. Si tratta solo ed esclusivamente di forme cilindriche concave  abbastanza regolari e continue sia nell’estensione verticale che in quella longitudinale. La forma circolare di queste pareti è sottolineata dalla forma circolare di tutti gli strati che compongono  questa gigantesca millefoglie. Altro fattore che caratterizza fortemente il canyon è la struttura del greto del torrente. La roccia delle pareti verticali si estende infatti anche nel letto del fiume, cosicché  le acque scorrono al di sopra di uno strato di roccia che come un mantello integro passa da una  sponda all’altra senza subire fratture. Questa caratteristica del greto sembra avvalorare la tesi che il canyon si sia formato grazie al processo di erosione generato dalla corrente del torrente. L’erosione di ogni singolo strato su cui l’acqua nel tempo scorreva ha dapprima eroso e rotto lo strato di roccia in corrispondenza  dell’asse del vallone, poi lo ha esoso lateralmente fino a confinarlo su una sponda. Il processo ripetutosi nel corso dei secoli sugli strati sottostanti ha così  abbassato il letto del torrente e simultaneamente innalzato le pareti del canyon. Attualmente lo strato roccioso su cui scorre il fiume è uno di quegli strati scuri e tenerissimi formati dalla sovrapposizione di fogli sottili della medesima composizione. Questa circostanza contribuisce ad aumentare i contrasti di colore tra il letto del fiume, che si presenta di colore antracite, le pareti laterali che sono di un melange di argilla dorata e marrone, e la spuma dell’acqua che si riversa da una vasca all’altra. Grazie al fondale roccioso la corrente del fiume ha formato dei canali e dei salti che alternano piccole piscine a piccole cascate. Il letto roccioso inoltre valorizza fortemente la bellezza cristallina dell’acqua, dovuta alla che sua elevata limpidezza. Quest’ultima, invece,  come una sottile pellicola di vernice trasparente esalta le venature e il colore della roccia bagnata. Altro fattore che concorre ad accrescere il fascino del fiume in questo tratto è la presenza di enormi massi levigati di arenaria. Si tratta di corpi compatti, arrotondati, lisci, puliti e di dimensioni considerevoli che affollando il greto del fiume specie nella parte bassa del canyon, quella che si trova a valle della cascata. Questi massi sono disposti come sentinelle che fanno da scorta alla fortezza rocciosa di questo regno nascosto. La corrente del fiume scorre in mezzo ad essi con un tragitto sinuoso condizionato dalla presenza delle loro inamovibili masse. Altro fattore che determina il fascino del posto è  la presenza di una cascata. Il dislivello esistente tra i due piani del canyon è superato dalle acque del torrente con un salto nascosto. Nel periodo di magra, come quello da noi documentato, la cascata scorre tra la parete del balzo roccioso e i monoliti che si appoggiano ad esso. Ne consegue che di essa non si riesce ad apprezzare che la parte terminale. Nei periodi di piena, in base alla configurazione strutturale di questo passaggio obbligato, siamo portati a pensare che le ridotte dimensioni della fessura attraverso la quale defluiscono le acque possano determinare un accumulo retrostante, sul piano di lancio, il quale a sua volta potrebbe trovare sbocco in un passaggio esterno molto suggestivo. Ma tale ipotesi necessita di conferma con opportuno sopralluogo da effettuare nel periodo giusto. La bellezza del canyon è comunque affascinante e pregevole. Il posto offre numerosissimi spunti paesaggistici e contemplativi. Frequentemente l’anima immersa nella bellezza del posto si trova completamente assorbita dalle riflessioni spirituali e vive intensi momenti di preghiera. Le bellezze naturali incontrate hanno la capacità di mettere in discussione l’impostazione della nostra vita personale, dei nostri valori, delle nostre priorità, delle nostre scelte e persino dei nostri sentimenti. L’incontro con il creato diventa incontro con il Creatore, occasione preziosa per dare alle cose e alle persone il loro giusto significato e la loro corretta importanza. Ne consegue una trasfigurazione del cammino fisico, ossia  una sua trasformazione  in   cammino spirituale, in cammino cioè verso le vette più alte del Cielo, laddove l’anima sente di essere attratta e di trovare la sua beatitudine. Nasce spontanea nel cuore l’esigenza della lode, dell’adorazione e del ringraziamento  al Signore, riconosciuto come unico sovrano del nostro cuore, della nostra vita e di tutte le cose visibili e invisibili.

Capo d’Orlando, 24/09/2013

Dario Sirna

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