CARONIA – TORRENTE RUBINO – SECONDO TRATTO

TORRENTE RUBINO – SECONDO TRATTO -L’AFFLUENTE DI DESTRA

Il reportage di oggi sul Torrente Rubino di Caronia  è dedicato alla documentazione del secondo tratto di questo affluente del Torrente Caronia. La zona in questione si estende nella parte più bassa del torrente, poco a monte del ponte omonimo.

Tutte le informazioni relative alla  zona da visitare, all’attrezzatura necessaria per affrontare l’escursione, alle difficoltà che essa comporta, alle indicazioni relative alla strada da percorrere per giungere sul posto, sono state fornite nel precedente articolo, disponibile all’indirizzo: http://camminoin.it/2013/10/09/caronia-torrente-rubino-primo-tratto/. In questo secondo tratto del torrente Rubino possiamo distinguere essenzialmente due zone di particolare interesse. La prima di esse è costituita dal tratto terminale del primo affluente che conferisce acqua dalla sponda ovest del torrente. Si tratta di un torrente secondario di modeste dimensioni, ma di grande interesse, specie nella zona di innesto. In corrispondenza della confluenza tra questi due corsi d’acqua il torrente allarga il suo letto e presenta caratteristiche generali di maggiore rilievo. In particolare è possibile osservare una presenza di cospicua di massi di arenaria di notevoli dimensioni. Si tratta di macigni che frequentemente superano i sette metri di altezza e di diametro. La loro collocazione sembra farli provenire proprio dall’affluente secondario del Torrente Rubino. I massi in questione infatti,  addossati l’uno sull’altro e accavallati sul ripido letto roccioso di questo affluente,.  lo risalgono per un tratto di circa centro metri. In questa zona essi si affollano come biglie scaraventate da un ripidissimo pendio e bloccate nel fine corsa del piano di arrivo. In questa zona si sovrappongono perciò due effetti interessanti. Il primo è quello generato dalla composizione architettonica di questi meravigliosi megaliti, il secondo è dovuto alla struttura rocciosa e ripida del letto del torrente. La sovrapposizione dei massi su tale letto se in alcuni punti copre tratti interessanti in altri invece genera nuove bellezze. La pendenza del torrente è tale da dare vita a diversi salti, il cui fascino però può essere apprezzato solo nel periodo invernale, quando l’abbondanza delle precipitazioni atmosferiche garantisce una discreta portata. I vari canali e le varie vasche parallele che solcano e scavano il letto di questo affluente sono comunque percorsi dall’acqua, ma trattandosi di più vene attigue, questa è disgregata in portate di piccolo valore. Diversamente accade invece per la zona a monte, ove il flusso, ancora unico e unito, presenta effetti di maggiore rilievo. Lo spettacolo più interessante si trova proprio nella zona alta. Tale punto è difficile da raggiungere e richiede molta attenzione, agilità e pratica. Le difficoltà sono dovute alla ripidezza del fondo e alle dimensioni dei massi da scalare. Occorre inoltre necessariamente indossare gli stivali alti perché proprio in corrispondenza dell’ultimo passaggio è necessario attraversare una piscina abbastanza profonda. La piscina in questione ha forma circolare ed è circondata da una corona rotonda di massi altissimi. Tali massi chiudono lo spazio attorno alla piscina e come un paravento  nascondono quest’ultima dalla vista di tutti. Esiste un solo passaggio che consente di superare tale barriera e di entrare all’interno di questo spazio circolare chiuso, esso corrisponde al punto di sfogo del troppopieno della piscina. Da questo varco l’acqua precipita giù e si immette nel canale roccioso del torrente. La sorpresa più interessante di questa affascinate struttura naturale è data dalla presenza di una cascata proprio all’interno di questo spazio chiudo. Sono le acque del torrente che dopo aver compiuto un salto di oltre tre metri con un getto di grande effetto si riversano nella piscina, dandole alimentazione. Si tratta di un piccolo angolo dalle caratteristiche ridotte ma di grandissimo effetto naturalistico e di notevole pregio ambientale. Tale struttura ha il vantaggio di regalare un luogo di grande suggestione, ma nel contempo anche di grande privacy, uno spazio racchiuso all’interno di un piccolo delizioso  scrigno naturale  che è aperto solo dall’alto per ricevere luce, sole, calore, aria e pennellate di azzurro. La sua particolare collocazione e soprattutto la sua struttura chiusa lo rende non individuabile  dall’esterno in quanto camuffato dalla sovrapposizione dei monoliti. La limpidezza delle acque della piscina e la suggestione della cascata invogliano al bagno, mentre la particolare prospettiva di ingresso, il gioco delle luci solari e la disposizione a tunnel delle rocce frontali, realizzano una coreografia di seducente bellezza. Dopo la visita di questa struttura, viste le notevoli difficoltà di proseguimento nella risalita di questo affluente, difficoltà dovute alla dimensione delle ultime pareti rocciose da scalare, siamo tornati indietro e ci siamo immersi nuovamente nel corso principale del torrente Rubino. Qui il cammino è deliziato dalla suggestione prodotta dalla notevole quantità di monoliti accavallati l’uno sull’altro e affollati quasi tutti all’interno del torrente. In moltissimi tratti la presenza di tali megaliti ostruisce completamente il corso del fiume e crea dei lunghi sbarramenti orizzontali superati dalle acque con salti delle dimensioni tre, quattro metri di altezza. Uno di questi sbarramenti è la seconda zona che si distingue per bellezza, imponenza, dimensioni e fascino dall’andamento generale del tratto in questione. Come nel caso dell’affluente di destra, anche nel corso principale del Rubino la presenza della roccia nel letto del fiume è una costante che dà vita a canali e vasche di notevole effetto. Da questo punto di vista il fiume ha un aspetto molto omogeneo, le uniche differenze che si notano lungo il suo tragitto sono dovute esclusivamente alla dimensione e alla conformazione delle strutture emergenti. Tutti i massi hanno il caratteristico colore caldo e muschiato dell’arenaria che staziona in luoghi umidi. La bellezza di queste superfici rocciose è perciò coordinata con la sovrabbondante ricchezza del verde del bosco. La natura ha un aspetto assolutamente florido e rigoglioso, ricco di vita e salutare, immacolato e puro, selvaggio ma gentile, rilassante e piacevole.  Anche questo tratto del Torrente Rubino ha dunque un fascino particolare e a tratti unico, tanto da poterlo considerare come un nuovo punto di forza del magnifico territorio del Comune di Caronia. Come sempre la bellezza della natura è anche uno stimolo alla crescita interiore e alla ricerca di un equilibrio che sostenga non solo il corpo e la mente, ma anche il cuore, l’anima e lo spirito, cosicché gli spunti trovati danno ulteriori occasioni di incontrare Dio e di cercare nel rapporto con il Creatore il senso del nostro esistere.

Capo d’Orlando, 17/10/2013

Dario Sirna.

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