CARONIA – TORRENTE RUBINO – QUINTO TRATTO E CASCATA

CASCATA NELL’AFFLUENTE DEL TORRENTE RUBINO SUL  SUO TRATTO CENTRALE

Questo tratto del Torrente Rubino si trova nella zona centrale dello stesso ed è raggiungibile in due modi differenti. Dal ponte  che dà accesso sia a questo Fiume che al Torrente Sampieri, risalendo tutti i tratti antecedenti,  o dall’alto, percorrendo la pista forestale che corre parallela al torrente e che lo intercetta prima del suo ultimo tratto.

La zona dal punto di vista escursionistico presenta le stesse identiche caratteristiche dei tratti già descritti e richiede perciò le stesse precauzioni e prescrizioni che sono state suggerite negli articoli pubblicati le settimane scorse. La particolarità più interessante di questo tratto del Torrente Rubino è sicuramente l’affluente che si getta nello stesso in corrispondenza della pista forestale sopra menzionata. Questo piccolo affluente nel suo segmento terminale presenta una struttura molto affascinate all’interno della quale è inserita una gola con due cascate parallele, generate dalla suddivisione della vena principale in due vene secondarie. Di queste due vene  quella più grossa mantiene la direzione dell’asse del torrente, la meno importante, invece, devia a sinistra dello stesso. Dopo i rispettivi salti questi due piccoli rami si ricongiungono e tornano a condividere il letto principale del torrente. Il salto della vena secondaria viene alimentato solo nei periodi invernali, quando la portata del torrente genera un troppopieno sufficientemente voluminoso da consentire il passaggio da un letto all’altro. Questo piccolo affluente del Torrente Rubino colpisce non tanto per la ricchezza della sua portata quanto per la struttura rocciosa che caratterizza le pareti laterali del vallone e il letto stesso del fiume. Tale conformazione è chiaramente visibile già nel punto del suo innesto sul Torrente Rubino. Il letto di tale affluente è completamente ricolmo di grandi massi che si accavallano l’uno sull’altro. Contemporaneamente il greto offre lo spettacolo di un materasso roccioso levigato e compatto su cui le acque in parte scivolano guidate come in un canale di pietra  e in parte   si raccolgono in ampie piscine. Il torrente ha orientamento verticale con pendenze molto accentuate, talvolta scavate dall’acqua e trasformate in veri e propri strapiombi. In corrispondenza di questi salti si formano interessanti cascatelle che rendono l’ambiente particolarmente affascinante. Le cascate principali sono le due cascate gemelle che si trovano a metà altezza, esse coprono un dislivello di quasi venti metri, generando, nel periodo delle piogge uno spettacolo naturale molto interessate. Il cammino lungo questo affluente è relativamente facile fino alle due cascate, mentre diventa molto complicato se si vuole andare oltre a causa degli strapiombi che lo ostacolano. Tuttavia nei periodi di siccità il ramo sinistro della cascata, essendo asciutto ed essendo appoggiato su un pendio meno scosceso di quello dell’altro ramo, può essere utilizzato per arrampicarsi su di esso e per aggirare l’impedimento fisico della montagna. Superata questa zona il piano alto della cascata non è immediatamente raggiungibile a causa delle difficoltà generate dalla vegetazione. Il torrente a questa altezza  mantiene inalterata la sua bellezza, che anzi viene ulteriormente accresciuta dal gioco delle rocce, dei canali e del greto. Prima di gettarsi nella cascata le acque di questo affluente scavano nella roccia del pendio che le raccoglie un bellissimo canale roccioso  dando nuovo spettacolo. La bellezza naturale di questo vallone secondario è determinata anche dalla copertura boschiva, la quale estendendosi alla zone delle rocce e della cascata, favorisce la crescita di muschi e licheni sulla superficie delle rocce e dei massi. L’alto grado di umidità del terreno, conservato dalla copertura ombrosa del bosco, mantiene vivi e intensi i colori delle rocce e della vegetazione che li riveste. Questo gioco  cromatico crea un ambiente molto gradevole in cui vengono esaltate le tinte calde, intense e vellutate della terra. La roccia dei massi e delle pareti viene trasformata dalla microflora locale in una tela dipinta a macchie di toni contrastanti, che esaltano mutuamente i diversi colori e il loro piacevolissimo accostamento.  Grazie a questo effetto  il fiume diventa un luogo in cui la monotonia e la tenebrosità del sottobosco sono vinti dall’armonia delle forme e dei colori, dal luccichio dell’acqua, dal canto delle cascate, dalle melodie degli uccelli, dagli effetti luminosi dei fasci solari filtrati dalle fronde del bosco e dal profumo della terra. La totale assenza di ogni stonatura, anche naturale, contribuisce ad accrescere la perfezione coreografica di tale ambiente, guadagnandogli un valore complessivo molto alto. La bellezza del posto si trasferisce istantaneamente nell’anima del visitatore comunicandosi al suo cuore sotto forma di benessere, di salute, di serenità, di equilibrio, di gioia e di pace. Si tratta ovviamente di una pace e di un benessere soprattutto spirituale. Chiusi nel nostro mondo umano siamo sempre insoddisfatti, cerchiamo di ricolmare i nostri vuoti e la nostra sete con bisogni materiali che ci rendono sempre più infelici, dimentichiamo così che lo spirito non necessita di possedere e di dominare ma di essere libero, di essere in armonia con tutti e tutto, di riconciliarsi con se stesso, con il mondo e soprattutto con Dio. La natura ci ricorda che tutti siamo uguali, che tutti siamo figli dello stesso Dio, che tutti abbiamo gli stessi diritti e gli stessi doveri, che tutti siamo chiamati nel mondo ad amare e a offrire il nostro cuore e la nostra vita per il bene degli altri, che per essere felici basta veramente poco e che questo poco nessuno ce lo può rubare: dipende solo da noi capirlo e goderlo.

Capo d’Orlando, 11/11/2013

Dario Sirna.

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