CAPO D’ORLANDO – I PANORAMI DEL TRABUCCO

POMERIGGIO AL TRABUCCO – CAPO D’ORLANDO

Il Trabucco è una delle località più panoramiche del  territorio di Capo d’Orlando. Si tratta di un belvedere spettacolare che proietta lo sguardo del visitatore sulle bellissime vedute che si affacciano sulla scogliera di San Gregorio. La zona esattamente corrisponde alla sommità del costone roccioso che corre dal Miramare alla Galleria di San Gregorio.

Geograficamente tale località corrisponde al versante orientale di quella porzione del promontorio di Capo d’Orlando  che precede il  Monte della Madonna. Gli accessi all’area sono  limitati, e ciò vale anche per l’altopiano che si allarga sulla zona della cima. Noi abbiamo sfruttato il sentiero Goletta, percorso a ritroso dalla zona del cimitero a scendere, fino a raggiungere il piccolo pianoro che sovrasta la galleria. Il percorso è brevissimo e molto facile, ma regala ampie soddisfazioni, specie in prossimità dei precipizi, ove lo sguardo si perde nell’estasi dei panorami azzurri che dal cielo scendono sul mare e che  dalla baia di San Gregorio, risalgono verso il cielo, in un mutuo moto perpetuo. Le ombre pomeridiane proiettate dalla scogliera sulla costa disegnano sul piano marino un gioco di luci e colori che si interseca con il taglio della sagoma del litorale, generando effetti prospettici  fluttuati con lo spostamento del sole nella volta celeste. La posizione del trabucco offre una visuale aperta ed aerea che abbraccia nel suo insieme tutto lo specchio di mare compreso tra il Monte della Madonna e Capo Calavà, Ultimo confine che chiude questo panorama è la linea dell’orizzonte, la quale prima di avvolgersi verso l’infinito si imbatte nell’ostacolo montuoso dell’Arcipelago Eoliano. Le sette Isole vulcaniche innalzano i loro irti coni dalle profondità marine per rivendicare il controllo e il dominio di questa porzione di Tirreno. Infruttuosamente cercano di sbarrare il volo dello sguardo verso i domini marini che si estendono alle loro spalle, l’altezza del Trabucco permette al campo ottico di superare le loro creste più alte e di insinuarsi tra un’isola e l’altra per scandagliare anfratti, calette, golfi e spiagge nascoste. La sagoma di Capo Calavà, con la sua testa arrotondata, dall’entroterra nebroideo si affaccia verso il mare aperto per curiosare al suo interno e per scoprirne i segreti e i misteri. Una serie di lungi e ampi golfi collegano tra di loro i piccoli promontori formati dalle varie scogliere, movimentando e addolcendo la linea della costa orientale. L’armonia del paesaggio è ulteriormente enfatizzata dal colore intenso e rasserenante del Tirreno. Grazie al gioco delle ombre  lo specchio del mare assume tonalità di blu sempre più intense e sempre più cristalline. La profondità dei fondali non permette alla trasparenza dell’acqua di trasmettere i riflessi delle scogliere, cosicché l’effetto luccicante dello zaffiro blu è sempre garantito, come in una crociera in alto mare. Gli scogli più imponenti della falesia di San Gregorio, osservati dalla sommità del Trabucco appaiono schiacciati e ridimensionati, tanto da perdere anche il grande fascino delle loro particolari forme. Il Trabucco è un filo in bilico su cui si può passeggiare come sospesi in aria mentre sotto scorre frenetica la vita del mondo, specie nella stagione dell’estate e delle vacanze. Passeggiando sopra questo filo ci si immette nel cammino acrobatico dello spirito, ove il tempo si ferma. Come nelle suspense degli spettacoli tenuti dagli equilibristi, anche qui ogni attimo sembra durare un’eternità, il tempo si ferma, tutto diventa gusto, emozione, sapore. La frenetica corsa del mondo viene bloccata da una via il cui unico sbocco è la sosta forzata della contemplazione. E’ una forzatura perché anche senza la propria partecipazione volontaria, anche senza averne l’intenzione diretta e personale, ci si ritrova innalzati verso il cielo e trasportati sull’onda azzurra della pace, della serenità,  della bellezza, della preghiera. Non occorre sforzarsi, non occorre fare alcun esercizio mentale o fisico per ritrovarsi all’interno dell’esperienza contemplativa, coinvolti con il cuore, la mente, l’anima, lo spirito e il corpo. La corrente ascensionale della contemplazione, originata dall’incontro con il Creatore attraverso lo spettacolo della natura, trascina al suo interno ogni visitatore che si imbatte nel fascino del Trabucco.  A confermare la funzione contemplativa e la vocazione ascetica di questa particolare zona del territorio orlandino è la presenza sulla cima del Monte con cui termina la punta del promontorio della Madre di Dio, Maria SS. di Capo d’Orlando.  Il Trabucco corre parallelo all’altezza del sagrato del Santuario, di cui appunto sembra un naturale prolungamento. Nonostante l’interruzione della sella del Miramare, esso  porge il Santuario nelle mani del visitatore offrendolo come su un vassoio d’oro brillante. L’effetto è maggiormente evidenziato dagli infuocati raggi del tramonto, che proprio sul Monte della Madonna raggiunge la sua espressione più spettacolare. L’ora del crepuscolo spegne gradatamente la bellezza del Trabucco, che declina nell’ombra  della sera mentre le stelle nel cielo avanzano di gran fretta. Contemporaneamente, l’abbassamento sull’orizzonte della sfera solare annunzia un nuovo spettacolo, il cui palcoscenico questa volta è il litorale di ponente. Rapidamente dal Trabucco ci spostiamo al Semaforo e, raggiunta l’area delle antenne, da lì assistiamo alle meraviglie di questo straordinario prodigio del creato. Il Trabucco è appena dietro le nostre spalle, ora il Santuario si erge proprio di fronte a noi mostrandosi con il suo prospetto frontale. Sulla piana sottostante si estende il centro di Capo d’Orlando, di fronte il Tirreno è in lotta contro il sole, forzatamente schiacciato dalla sera sotto la linea dell’orizzonte. Gli infuocati raggi solari si intensificano sempre di più sino a dipingere di amaranto ogni superficie da essi sfiorata. La placida inerzia del mare oppone il suo vellutato riverbero alle insistenze del sole, mentre questo, oppresso dall’insostenibile peso della notte, alza la sua voce, tingendosi di scarlatto e di  porpora  viola. Tutta l’atmosfera si riempie della grida lanciate dal sole, ma nessuno gli viene in soccorso, sarà solo alba del giorno che segue, inviata dalla Corte Celeste, a liberare il suo splendore di luce dal tenebroso potere del silenzio. La battaglia tra notte, sole, mare e terra coinvolge tutto le scenario  del mondo risucchiando nelle spire contemplative del suo vortice ogni anima incontrata.

Capo d’Orlando, 13/08/2013

Dario Sirna.

 

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