CANYON ALTO GUALTIERI SICAMINO’ – TERZO TRATTO

GUALTIERI SICAMINO’  – IL CANYON ALTO – TERZO TRATTO

Canyon Alto Gualtieri Sicaminò Terzo Tratto-0737Con questo reportage riprendiamo il cammino all’interno del Canyon alto di Gualtieri Sicaminò ed entriamo nel vivo dell’escursione. La documentazione di oggi ci mostra le particolarità più importanti di questo canyon, attenzionando tutte quelle bellezze che lo differenziano dagli altri canyon e valloni visitati fino ad oggi. 

Il cammino dei tratti precedenti ci ha introdotto in una gola suggestiva e singolare, con pareti altissime, lussureggianti e ricche di canali rocciosi, salti e cascate, una natura molto bella e interessante, con un ambiente tipico dei canyon. Il tratto mostrato oggi, invece, ci rivela qualcosa di unico e raro, qualcosa che nella nostra modesta esperienza non avevamo ancora avuto la fortuna di incontrare e di conoscere.
La natura ci sorprende sempre e quando pensiamo di conoscerne le sue linee generali, essa ci stupisce nuovamente con effetti inimmaginabili. Nel caso in questione ci troviamo di fronte a una grandiosa ostruzione della gola causata dalla frana e dall’accatastamento di numerosissimi blocchi di roccia, di dimensioni enormi, staccatisi dagli strapiombi laterali. Le dimensioni dei massi sono dell’ordine di un paio di decine di metri, misurati in tutte le direzioni. Trattandosi di grossi costoni staccatisi in passato dalle pareti laterali ed essendo il varco della gola molto stretto, tali rocce nel precipitare a  terra si sono accavallate l’una sull’altra formando un groviglio di massi davvero spettacolare. La briglia che si è creata, pur sbarrando trasversalmente il torrente al punto da edificare un muro invalicabile sia al passo che alla vista, essendo formata da rocce di notevoli dimensioni ha lasciato numerosi spazi vuoti, i quali non solo garantiscono il normale deflusso delle acque, ma consentono anche all’escursionista di passarvi in mezzo, esattamente come in un una galleria. Gli spazi vuoti esistenti tra un masso e l’altro di questa barriera di roccia sono di dimensioni tali da rendere questi passaggi perfettamente calpestabili, creando così un effetto naturalistico straordinario ed eccellente. Qualcosa di simile esiste nella Stretta di Longi, ma in quel caso il passaggio coperto delle acque, lungo circa una ventina di metri, è creato dalla frana di un unico enorme masso, per cui la galleria che ne deriva è retta ed è delimitata da due sole pareti laterali inclinate  convergenti che immettono nel campo ottico sia l’entrata che l’uscita del tunnel. In questo caso invece il passaggio è molto più lungo ed ha la suggestione  di un labirinto di vicoli stretti e comunicanti tra di loro. Tale labirinto impedisce di vedere l’uscita,  non consente di capire come evolve il fiume dietro la barricata e cosa si trova nei passaggi successivi. Introducendosi all’interno di questo groviglio di massi si vive l’emozione fortissima dell’avventura pura. Ci viene davvero difficile riuscire a trovare le parole idonee per trasmettere  tutte le emozioni e le sensazioni suscitate dalle varie atmosfere incontrate lungo questo particolarissimo passaggio sotterraneo. I vari tunnel formati dall’accatastamento casuale dei massi franati si intrecciano tra di loro e talvolta si allargano come per formare delle vere e proprie stanze. In questi ambienti è possibile fermarsi e guardarsi attorno per scoprite tutte le meraviglie di questo mondo strutturato a gruviera. Piccoli scorci e buchi lasciano filtrare la luce esterna all’interno permettendo allo sguardo di catturare le immagini della gola da posizioni alquanto insolite. Le dimensioni del contesto sono tali che per riuscire a immortalare la bellezza di questo mondo sotterraneo e delle strutture che lo formano è necessario avere a disposizione un grandangolo spinto o, meglio ancora, un fisheye. Solo con un angolo di 180° è possibile dare un’idea, anche se distorta, della bellezza di tale ambiente.
Seguendo la direzione dell’acqua ad un certo punto la luce diventa più intensa, i massi si allargano, la volta si scopre e improvvisamente si scorge la seconda cascata. Il salto in altezza non è eccezionale, ma bello quanto basta per fornire nuove e intese emozioni. Di fronte allo spettacolo trovato l’anima resta stupita, mentre il cuore batte forte per un miscuglio di sensazioni che vanno dall’incanto per le meraviglie trovate al brivido per l’avventura vissuta. Il cammino all’interno di questa spettacolare struttura naturale è, infatti, tutt’altro che facile. Esso richiede coraggio, determinazione, preparazione fisica, esperienza, una certa dose di incoscienza, attrezzatura idonea, aiuto e collaborazione di altri soggetti. Certamente non è un cammino consigliabile a tutti, ma riteniamo di potere affermare che esso è nelle possibilità di coloro che sono in grado di arrivare sin davanti all’ingresso della barricata di rocce. Il cammino precedente, infatti, costituisce in tal senso una valida selezione. Bisogna avere molta pazienza e calma al fine di trovare tutti quei passaggi che rendono fattibile tale attraversamento. La presenza dell’acqua e delle piscine interne rende il cammino molto più difficile e insidioso, rallentando l’avanzamento, ma senza pregiudicarlo completamente. Di questa esperienza non c’è un solo attimo di cui non si possa elogiarne la carica emotiva indotta e sprigionata nell’escursionista. Dall’inizio alla fine non è che un crescendo illimitato di esperienze suggestive, culminanti in un inevitabile stato contemplativo. Si arriva al punto di meravigliarsi  della grandiosità delle opere di Dio e di avanzare incontrollatamente  nel desiderio di conoscere il Creatore, di accoglierlo a braccia aperte nella propria vita, di condividerne l’amore e tutte le sue attività,  e di vivere in continua e salda comunione con Lui.

Capo d’Orlando 31/03/2014

Dario Sirna

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