CAMYON GUALTIERI SICAMINO’ – SECONDO TRATTO

GUALTIERI SICAMINO’ – IL CANYON ALTO – SECONDO TRATTO

Canyon Gualtieri Sicaminò Alto - Secondo Tratto-0564Nell’articolo precedente dedicato a questo canyon dei Peloritani abbiamo illustrato il cammino che conduce all’ingresso della gola alta di Gualtieri Sicaminò, la documentazione di oggi, invece, si riferisce alla parte interna del canyon e ci mostra il percorso che conduce alla prima cascata.

Tutte le notizie relative alle indicazioni e precauzioni da seguire per entrare nel vivo dell’escursione sono reperibili nell’articolo predente, disponibile al seguente link http://camminoin.it/2014/02/24/canyon-gualtieri-sicamino-primo-tratto/.
Ci preme ribadire che le difficoltà sono alte e che è bene  affrontare questa escursione dopo aver fatto esperienza in altri torrenti più semplici.
Il canyon ha un andamento pressoché orizzontale e rettilineo. Le acque del fiume scorrono in profondi e lunghi canali rocciosi scavati dall’azione dell’acqua corrente nelle altissime pareti della gola. Tratti più ampi lasciano spazio a grandi massi di arenaria permettendo loro di disporsi sul letto del fiume secondo  un allineamento longitudinale che segue l’asse della gola. Ne conseguono percorsi movimentati che  costringono le acque a deviare  dalla linea di massima pendenza per cercare un varco in cui passare. La conformazione stretta della gola chiude il campo ottico all’interno del canyon e lo polarizza tutto sulle sue infinite bellezze. Tale imposizione costringe il visitatore a concentrare la sua attenzione su particolari altrimenti non notati. Dalla  conformazione chiusa della gola ne deriva un ambiente ombreggiato e umido, ricco di verde e di vegetazione, ma anche troppo uniforme e poco contrastato, con una profondità di campo notevolmente ridotta e appiattita, che poco riesce a trasmettere nelle foto la percezione della bellezza reale. Il canyon è troppo ricco di dettagli e di particolarità per poterne dare una descrizione rispondente alla verità. Con questa precisazione intendiamo giustificare la nostra incapacità di trasmettere al lettore una documentazione efficace e veritiera. A tal riguardo non possiamo che invitare gli appassionati esperti a constatare e contemplare  di presenza la bellezza del canyon.
Muschi, muffe, e licheni tappezzano di verde e di grigio rocce, cortecce, rami, e ogni cosa si trovi nella gola. Il letto del torrente è troppo stretto perché in esso la vegetazione arbustiva e arborea possa  svilupparsi senza subire la violenza dirompente  delle piene, cosicché gli alberi e le macchie sono costretti a trovare alloggio sulle pareti verticali della gola. Gli strapiombi rocciosi sono dunque rivestiti di una lussureggiante vegetazione boschiva, che, per evidenti necessità di spazio aperto, si sporge all’interno della gola, contribuendo ad oscurare la stessa. In vari punti, sulle pareti rocciose laterali, sono presenti profondi solchi scavati e levigati da cascate affluenti. Su di esse non siamo riusciti a capire se si tratta di cascate alimentate solo nel periodo delle intense precipitazioni, o se si tratta di cascate che si attivano solo durante le piogge, o ancora, se si tratta di cascate antiche, non più alimentate a causa di uno stravolgimento dei luoghi. Data la loro notevole altezza sarebbe interessante ripetere l’escursione il giorno successivo a un periodo di abbondanti piogge, piena del fiume permettendo. La cascata non è l’unico elemento di spicco, certamente nel contesto essa emerge per il fragore delle sue acque e per la bellezza dei salti, ma non possiamo non dare merito anche al canyon roccioso che la precede. Il canale è molto stretto e profondo, confinato lateralmente da strapiombi rocciosi verticali di roccia nuda. Fortunatamente il versante Est è preceduto da un gradone più basso che presenta dei punti di accesso alla parte alta della cascata, altrimenti invalicabile. La cascata ha due getti paralleli nascosti all’interno di una forra cilindrica chiusa. Essa non è visibile per intero se non portandosi all’interno della forra, ove però la profondità della piscina e gli schizzi della cascata impediscono di avvicinarsi oltre un certo limite. L’altezza della doppia cascata supera sicuramente i dieci metri, tuttavia la sua collocazione e il contesto laterale smorzano fortemente tale imponenza, conducendo ad una sottovalutazione dei salti. Da questo punto in poi inizia il cuore del canyon, si entra cioè all’interno di un ambiente ricco di imprevedibili meraviglie.
Questa gola non si mostra al visitatore se non percorrendola interamente al suo interno. Tutto qui è nascosto, le bellezze più sorprendenti si possono ammirare solo quando si arriva a pochi metri da esse, né esistono segnali che le annunziano o che permettono di prevederle. La gola è un gioiello unico nel suo genere, un tesoro che sposa bellezza, natura e avventura in un miscuglio sapientemente e magistralmente dosato per suscitare grandi e indimenticabili emozioni.
La natura incontaminata e selvaggia del posto richiama inevitabilmente a un Eden di perfezione ove la presenza del Creatore non è offuscata dall’opera dell’uomo, ma regna sovrana sfoggiando la sua inimitabile grandezza. All’interno del Canyon ogni elemento naturale spinge l’anima alla contemplazione e trasforma l’escursione naturalistica in un’arrampicata spirituale vertiginosa e senza rivali. Scalare le pareti del canyon è come “ascendere al cielo”, ogni passo compiuto verso l’interno innalza e avvicina il cuore dell’uomo al Creatore. L’anima si  spoglia e si scarica dei pesi terreni avvicinandosi alla leggerezza dell’intimo contatto con Dio.
Capo d’Orlando 05/03/2014

Dario Sirna

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