CORPUS DOMINI

SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO

Buongiorno a tutti,

oggi si celebra la solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Gesù, “In questo grande mistero il Signore nutre e santifica i suoi fedeli, perché una sola fede illumini e una sola carità riunisca l’umanità diffusa su tutta la terra“. Con queste parole del Prefazio della liturgia la Chiesa ci invita ad unirci al Cielo per innalzare un cantico nuovo di adorazione e di lode. Per il cammino odierno ci vengono incontro i seguenti  versi del Vangelo di Marco, cui segue uno scritto tratto dalle “Opere” di San Tommaso di Aquino, dottore della Chiesa:

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ETNA – SERRACOZZO

Valle del Bove Pizzi Dineri-0026DAL RIFUGIO CITELLI ALL’OSSERVATORIO TRAMITE SERRACOZZO

Il cono vulcanico dell’Etna consente di effettuare sul suo mantello una serie infinita di percorsi che dalla base conducono alle bocche sommitali o a punti strategici prossimi ad essi. Tra i vari percorsi in cui è possibile imbattersi uno dei più affascinanti è sicuramente quello che costeggia la Valle del Bove. I bordi esterni di questa meravigliosa vallata vulcanica sono costeggiati da due crinali che salgono rispettando le pendenze del mantello conico dell’Etna. Tra questi due crinali si trova una profonda depressione, l’area interna della valle del Bove, ove è possibile assaporare fino in profondità tutto il gusto del vulcano. Se, infatti,  all’esterno della Valle del Bove il paesaggio è fortemente influenzato dalle vedute che si affacciano  sull’intero territorio dell’isola, all’interno di questa valle, grazie alla presenza di una forte depressione, il campo ottico rimane imprigionato tra i coni vulcanici secondari che costellano l’Etna, i crateri centrali e le due dosali vulcaniche più importanti, quelle che,  come sostengono alcuni studiosi, rappresentano i resti di un precedente vulcano, alto oltre 5.000 m e collassato a seguito della sua intensa attività. Insomma l’ambiente naturale della Valle del Bove è un ambiente vulcanico puro e perfetto, ove tutto parla di fuoco.

Il cammino sviluppato in questa escursione sfrutta la dorsale di Serracozzo, la quale, facilmente raggiungibile dal rifugio Citelli, si proietta sulla valle del Bove e la circonda fino a raggiungere la Valle del Leone, i Pizzi Dineri e l’Osservatorio Vulcanologico.

Un percorso molto faticoso, non particolarmente difficile, ma tra i più suggestivi dell’Etna. Il dislivello coperto  sfiora i 1.200 metri di altezza e richiede perciò grande impegno, preparazione fisica, resistenza alla stanchezza. Particolarmente provati sono i muscoli delle gambe che nel cammino si ritrovano ad affrontare pendenze sempre più ripide, da superare su un fondo molto sabbioso. Ancora peggio è se la zona è battuta dal vento, in quanto le raffiche generalmente si oppongono con decisione e forza all’avanzamento in salita.

Tuttavia lo spettacolo offerto dall’Etna su questo suo versante merita assolutamente tali sacrifici. Tale spettacolo all’inizio si avvale dell’affaccio sulla grande depressione della Valle del Bove e sulla Schiena dell’Asino, che delimita il lato opposto della stessa vallata, e successivamente si arricchisce del fascino seducente dei coni simmitali. Sono esattamente il cono di Nord Est e il cono di Sud Est a dominare tutta la scena. Interessantissimo il passaggio  da tali coni alla Valle del Bove. Tale passaggio avviene attraverso la Valle del leone, al cui interno le pendenze delle pendici dell’Etna sembrano sprofondare improvvisamente in un profondo baratro. La bellezza del paesaggio, il cui aspetto richiama ambienti lunari, è notevolmente impreziosita dalla presenza della neve, specie nei periodi non estivi. Solo all’interno della Valle del Bove la neve si combina con la lava e con la sabbia e le ceneri vulcaniche in modo  da creare effetti cromatici di insuperabile creatività artistica. Questa zona del Vulcano è una vera e propria miniera paesaggistica, una scuola formativa per artisti e pittori al cui interno ad insegnare sono le straordinarie e insuperabili forze della natura. Qui è possibile sperimentare quanto grande sia la fantasia del Creatore e quanto abile e sopraffina sia la sua maestria. Gli ingredienti utilizzati sono sempre gli stessi, acqua, terra e cielo, ma la loro combinazione  e lavorazione, in questa piccola parte dell’universo, utilizza tutte le potenzialità che sono contenute e nascoste nell’uso delle temperature. Qui ghiaccio  e fuoco lavorano la terra e l’acqua per ottenere colori e forme unici, il cui accostamento dà vita  a un’arte inimitabile e a opere incantevoli.

Risalendo il crinale di Serracozzo è possibile percepire queste grandiose  sensazioni, come quando ci si affaccia da un belvedere mozzafiato. Sensazioni che non appena ci si avventura all’interno della Valle del Bove diventano emozioni pure. Ogni punta del crinale offre aspetti sempre nuovi e stupefacenti, regalando grandi soddisfazioni che ripagano di gran lunga le fatiche superate. E’ l’anima a goderne i benefici più grandi, mentre lo spirito, rinvigorito dall’incontro con la bellezza, entra in uno stato di estasi emotiva.

Capo d’Orlando 19/05/2014

Dario Sirna