AMO IL SIGNORE

SALMO 114

Buongiorno a tutti,

oggi seguiremo la via indicataci dalle parole del Salmo 114, di seguito riportato:

Amo il Signore perché ascolta *
il grido della mia preghiera.
Verso di me ha teso l’orecchio *
nel giorno in cui lo invocavo.

Mi stringevano funi di morte, *
ero preso nei lacci degli inferi.

Mi opprimevano tristezza e angoscia †
e ho invocato il nome del Signore: *
«Ti prego, Signore, salvami».

Buono e giusto è il Signore, *
il nostro Dio è misericordioso.
Il Signore protegge gli umili: *
ero misero ed egli mi ha salvato.

Ritorna, anima mia, alla tua pace, *
poiché il Signore ti ha beneficato;

egli mi ha sottratto dalla morte, †
ha liberato i miei occhi dalle lacrime, *
ha preservato i miei piedi dalla caduta.

Camminerò alla presenza del Signore *
sulla terra dei viventi.

Il Salmista  inizia il suo inno di ringraziamento a Dio con una bellissima dichiarazione d’amore indirizzata  al Signore e manifestata platealmente a tutto il popolo per esaltare la potenza dell’aiuto divino. L’amore sentito interiormente dal Salmista per il Signore scaturisce da un profondo senso di gratitudine per essere stato ascoltato e salvato nel corso delle difficili vicende in cui egli si è ritrovato coinvolto. Un pericolo mortale ha messo in grave rischio la vita dell’orante, gettandolo nella tristezza e nell’angoscia. Il Signore ha accolto benevolmente il suo grido di aiuto e lo ha tratto in salvo. L’attaccamento alla vita, considerata come il bene più alto e più prezioso di un uomo, la contemporanea consapevolezza che l’essere umano non è nelle condizioni di procurarsi o garantirsi da solo la salvezza, la misericordia di Dio, la sua bontà, il suo amore per l’uomo e la sua perenne disponibilità ad esaudire le preghiere e le invocazioni di aiuto provenienti dal mondo, diventano in questa circostanza le condizioni fondamentali perché il cuore dell’uomo possa lasciarsi sedurre dall’amore di Dio. Il canto d’amore del Salmista non è un canto interessato, egli non dichiara il suo sentimento per un interesse strettamente personale ed egoistico, il suo è quasi uno sfogo incontenibile dell’anima, tipico di chi ha il cuore sinceramente stracolmo di amore, tanto da non riuscire a contenere la gioia che gli riempie il cuore. Questa gioia da se stesso prorompe verso il mondo intero per rendere omaggio e onore all’amore ricevuto e per condividere con tutti l’incontenibile felicità.  L’esperienza vissuta è talmente grande e forte da conferire al protagonista la sicurezza di avere raggiunto la via che conduce  alla pace e che supera la morte. Egli comprende che su questa via non verserà più lacrime e che in essa potrà camminare con sicurezza verso la terra della vita eterna, ove si gode la presenza del Signore. Lo slancio d’amore scatenato nell’orante dalla bontà del Signore è veramente unico, tanto grande e forte da indurci a pensare che nel Salmo sia prefigurata l’intera vicenda di Gesù. E’ infatti in Cristo che troviamo l’esempio e la testimonianza più chiara della potenza dell’amore. E’ Lui che per amore dell’uomo, in totale obbedienza al Padre, sopporta i lacci e le funi della morte, affrontando l’angoscia e la tristezza, per guadagnare a sé  tutta l’umanità e trasferirla nel suo regno di vita eterna, ove si gode la contemplazione della maestà e della gloria divina. Il grido di aiuto elevato dall’uomo a Dio in Cristo viene acquisito e fatto proprio da Dio stesso. Nella sofferenza atroce, Dio si sostituisce all’uomo per liberalo dal peso che lo schiaccia e per far sentire il calore della sua indispensabile vicinanza. Cristo ascolta il grido di ogni misero del mondo, lo accoglie in sé, lo fa suo, lo vince nel sacrificio della sua morte in croce, lo trasforma nella beatitudine del Paradiso e lo restituisce all’uomo arricchendolo di pace e amore. Ecco perché si può certamente affermare che Cristo è vero uomo, oltre che vero Dio. Egli, infatti, non è vero uomo solo perché ha acquisito anche la natura umana, ma perché con essa ha acquisito tutte le problematiche più difficili e gravi ad essa connesse. Egli vive in pieno la condizione umana, anzi la vive nelle sue situazioni più difficili, che affronta e  vince per ognuno di noi, consegnandoci la vita eterna e la partecipazione alla gloria del Cielo.

Capo d’Orlando, 25/09/2012

Dario Sirna

 

 

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